Attualità Ispica 10/03/2014 15:02 Notizia letta: 3157 volte

Erosione costiera a Ispica, parla Legambiente

Si al ripascimento
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Ispica - Si è tenuta lo scorso 5 marzo una riunione della Commissione permanente di monitoraggio promossa dal Comitato “S. Maria del Focallo - Marina Marza” per sveltire l’iter del progetto di ripascimento lungo la costa ispicese. In tale occasione, l’assessore al ramo Paolo Mozzicato e uno dei progettisti, dott. Salvo Puccio, hanno informato i presenti dell’inutilizzabilità delle sabbie che saranno dragate dal porto di Pozzallo, e quindi della necessità di tornare all’originario intendimento, ossia prelevare il materiale dalla cava sottomarina di Termini Imerese.

È seguita una partecipata discussione, cui hanno preso parte anche alcuni esponenti del Circolo “Sikelion” di Ispica, esprimendo critiche e perplessità.

Al riguardo, anche in considerazione delle ricostruzioni non sempre perfette che sono state veicolate dai mezzi d’informazione, l'Associazione intende operare alcune precisazioni.

Anzitutto, Legambiente Ispica ribadisce il proprio favore rispetto a un intervento che, sorto come necessario, negli anni è divenuto addirittura urgente ed improcrastinabile. Al tempo stesso, tuttavia, Legambiente ritiene che non sia utile, né corretto, implementare un intervento “qualsiasi”, che non tenga conto, cioè, del giusto rapporto costi/benefici, ovvero della effettiva probabilità di ottenere un esito positivo comunque incerto, a fronte di spese certe.

Appunto in un’ottica di razionalizzazione dei finanziamenti disponibili (che, va ricordato, sono soldi pubblici!), Legambiente ha plaudito sin da subito alla decisione, assunta dai progettisti di Palazzo Bruno, di perseguire dei risparmi sul reperimento delle ingenti quantità di sedimenti necessari. Al riguardo, tuttavia, è apparso quantomeno singolare che si cercasse di raggiungere l’obiettivo eseguendo delle costose analisi sulle sabbie interne al porto di Pozzallo: sabbie che, com’era fin troppo facile prevedere, si sono rivelate troppo inquinate.

Inspiegabilmente, però, nessuno ha pensato di verificare la compatibilità della sabbia accumulatasi negli anni subito “fuori” dal porto (e, quindi, presumibilmente assai più pulita); tanto più che era “questa” la prescrizione del Genio Civile (!). E, ancora più inspiegabilmente, quando Legambiente ha avanzato questa proposta in seno alla Commissione di monitoraggio, l’assessore Mozzicato si è trincerato dietro una serie di sterili “non-si-può”.

Legambiente ha anche proposto di utilizzare un rivolo del finanziamento già ottenuto per demolire i frangiflutti realizzati nei pressi di Ciriga verso la metà del secolo scorso: una tecnica antierosiva che era tanto diffusa all’epoca quanto oggi è riconosciuta, dalla stessa ingegneria idraulica, come inutile e financo dannosa. Anche su questo punto, però, l’unica replica è stata un secco diniego.

Nessuna adeguata spiegazione, poi, è stata fornita a questa associazione circa la non realizzabilità della proposta, radicalmente alternativa, da essa avanzata: evitare, cioè, la costruzione di obbrobri paesaggistici quali saranno i pennelli frangiflutti a spina di pesce, e usare i fondi disponibili per un apporto di sedimenti che sia graduale ma costante; sedimenti che -beninteso- siano prelevati non già da cave lontanissime e dalla dubbia compatibilità, ma dal sito (solo pochi chilometri più in là!) in cui la stessa Natura li ha accumulati.

La soluzione sinora prospettata, insomma, appare costosa e fors’anche inutile, e duole pertanto constatare come numerosi cittadini (tra cui, è trasparito durante la riunione, anche i soci del Comitato di Tiziana Scuto) stiano prestando ad essa un sostegno tanto entusiastico quanto poco ragionato, riponendovi una fiducia che è certo condivisibile e legittima ma -temiamo- ingenua.

Informata sull’andamento dei lavori, la presidente, dott.ssa Natalia Carpanzano, ha così commentato: «Legambiente Ispica esprime rammarico per le contrapposizioni emerse, ed auspica vivamente che tutti gli interlocutori, e l’Amministrazione Comunale in testa, vogliano evitare sterili arroccamenti, per intavolare un dialogo concreto per ricercare, insieme, la soluzione ottimale per il nostro già devastato litorale». 

Redazione