Attualità Ragusa 10/03/2014 15:10 Notizia letta: 3175 volte

Un assegno di duemila euro per Mariella Russo

Amunì
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Ragusa -  Gli oltre duemila euro raccolti per contribuire alle cure di Mariella Russo sono importanti. Altrettanto importante è stato un altro risultato: portare oltre cinquecento persone a camminare nel centro storico di Ragusa. È un risultato, lo ribadisco, perché a parte la maratona che la No al Doping organizza a gennaio, per il resto dell’anno nel centro storico (ma anche nel resto dell’inurbazione) di Ragusa è difficile vedere persone che camminano a piedi per più di cento metri. Vederne tute insieme oltre mezzo migliaio è cosa più unica che rara.

C’è riuscita la Associazione “Amunì” che, col suo presidente Antonio Merli, perfettamente collaborato da altri attivissimi soci, si è intestata la collaborazione di questa bellissima passeggiata che è domenica mattina è partita alle 10 da Piazza San Giovanni per tornarvi dopo circa un’ora e tre chilometri percorsi.

Con i tanti soci dell’Associazione (già da anni questi appassionati della camminata si vedono tre volte la settimana per fare anche dieci o dodici chilometri) anche molti cittadini che hanno voluto dare il proprio contributo economico e di presenza, e poi anche i bambini della altrettanto bella iniziativa “Pedibus”, che ha avviato, con l’attuale anno scolastico in corso, la possibilità di accompagnare i bambini delle elementari sempre a piedi.

Alla fine della passeggiata di domenica Merli e soci hanno simbolicamente consegnato l’assegno di 2.154 euro a Mariella Russo, affetta da una rarissima malattia che la rende vulnerabile alle sostanze chimiche, malattia le cui cure sono ovviamente molto costose.

L’iniziativa può definirsi perfettamente riuscita, anche tenuto conto della particolare natura dei ragusani, che sono notoriamente freddini, ma allo stesso tempo hanno costruito la – percentualmente – maggiore sezione di donatori di sangue in Italia.

Con le congratulazioni all’Associazione Amunì ci auguriamo di non dover più registrare iniziative di questo tipo, finalizzate alla raccolta di fondi per la cura di una rara malattia. Ci auguriamo invece che l’esempio dei soci, adepti di questa disciplina sportiva comoda e non troppo faticosa ma dagli indubbi risultati fisici e quindi anche psichici, possa estendersi a quanti più cittadini possibile, complice anche il prossimo arrivo della primavera (che a Ragusa arriva non prima di maggio).

Saro Distefano