Cronaca Vittoria 10/03/2014 09:10 Notizia letta: 3997 volte

Arrestato Giovanni Arangio Mazza

Condannato a 15 anni
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Vittoria - Un nuovo provvedimento restrittivo è stato eseguito dalla Polizia del Commissariato di Vittoria e dalla Squadra Mobile di Ragusa nei confronti di Giovanni Arangio Mazza, 59 anni,  condannato con sentenza definitiva a 15 anni di reclusione per il reato di concorso in omicidio premeditato. Appena lo scorso febbraio la Corte Suprema di Cassazione, V Sezione Penale, accogliendo il ricorso presentato dall'avvocato difensore, Giuseppe Lipera del Foro di Catania, ha annullato senza rinvio l’ordinanza della Corte d’Appello di Messina ed ha rinviato per il Giudizio di revisione alla Corte d’Appello di Reggio Calabria, su conforme parere peraltro del Sostituto Procuratore Generale della Corte di Cassazione, Luigi Riello.

Giovanni Arangio Mazza era stato arrestato a dicembre quando, dopo che si era reso irreperibile alla cattura, si era costituito presentandosi al carcere di Ragusa il 7 gennaio scorso, per poi essere scarcerato il successivo giorno 20. Domenica, a suo carico, è pervenuto dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Catania un ordine di esecuzione per espiare un periodo di pena in regime di detenzione domiciliare ed un restante periodo in carcere. Nel pomeriggio è stato rintracciato e, dopo le notifiche dei provvedimenti, è stato posto in stato di detenzione domiciliare per un anno.  Alla scadenza di questo periodo, così dispone il provvedimento, sarà tradotto nel più vicino Istituto di Detenzione per l’espiazione la pena residua, che sarà quantificata e comunicata. Giovanni Arangio Mazza secondo l'accusa è responsabile dell’omicidio del cognato Giovanni Incardona, avvenuto il 21 settembre 1992. La svolta nelle indagini si registrò però dopo 12 anni, a seguito delle dichiarazioni di Giuseppe ed Antonino Alesci, padre e figlio, entrambi collaboratori di giustizia. Le loro accuse, nel 2006 portarono all'arresto degli Arangio Mazza e di Luigi Favitta, ritenuti responsabili i primi due come mandanti e Favitta quale esecutore materiale dell’omicidio, insieme agli Alesci. Giombattista e Giovanni Arangio Mazza erano stati poi condannati dalla Corte d’Assise di Appello di Catania il 26 novembre 2009, anche se solo di recente, nel dicembre scorso, la sentenza era divenuta definitiva dopo il loro ricorso in Cassazione. Pur essendo attesa del nuovo processo che si terrà a Reggio Calabria, quindi, l'uomo è stato nuovamente sottoposto a provvedimento restrittivo dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Catania. 

Nadia D'Amato
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