Cultura Madrid 10/03/2014 19:42 Notizia letta: 2626 volte

Manlio Sgalambro: La mia Sicilia

In morte dell’intellettuale ibleo
http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/10-03-2014/1396117731-manlio-sgalambro-la-mia-sicilia.jpg&size=667x500c0

Madrid -  La Sicilia –dicevo al mio interlocutore straniero- non è solo terra di lupare e coppole.

È un continente in miniatura che custodisce nella sua natura la memoria del tempo.

Puoi fuggire lontano ma il suo odore ti resta addosso come una pelle e lo respiri per tutta la vita.

La Sicilia è un aquilone perso in un cielo di cartone dipinto come i fondali azzurri dei presepi. Lo cerchi quel cielo intenso fra le nebbie di Londra o lo smog di Pechino o i grattacieli di New York e non sai che solo là puoi trovarlo. Un cielo antico che nel tramonto si accende di mille fuochi fatui.

La campagna, allora, sprofonda in un silenzio arcadico che ben conosce la sofferenza e il dolore, le forzose transumanze dell’anima, il sangue di martiri senza volto che hanno immolato vite a una libertà sempre negata dalla Storia. È lo zufolo di Dafni a suonare un ultimo requiem fra le rovine fumanti di un eterno passato dove Dio non era ma il mito sì.

Persa in una solitudine mediterranea, la luce di quella terra vaga, inonda ogni anfratto, penetra nelle più segrete stanze del cuore per far risorgere da un ade immaginifico schiere invitte di eroi.

Da una persiana socchiusa, occhi neri e profondi di donna misurano la terra che i tuoi piedi calpestano nelle piazze barocche sprofondate nell’otium perenne della canicola estiva. Spiano la vita fuggita dalle penombre lussuriose dell’alcova dove, nella notte, una mano a lungo aveva accarezzato labbra carnose e turgide nell’imminenza del coito e del bacio. Sono occhi di fuoco e tenebra, di delirio e passione: magia che soggiogò Odisseo, prigioniero di un labirinto d’acqua e alla ricerca di una perduta identità, di un nome.

Questa è la Sicilia, la Sicilia che vive dentro di me, la Sicilia che nessuna pellicola cinematografica ti racconterà mai perché alchimia inesplicabile di mistero millenario e di parole. Non altro.

Foto Armando Rotoletti

Un Uomo Libero.