Attualità Modica 11/03/2014 09:25 Notizia letta: 4666 volte

E’ morto l’on. Giovanni Rossino

Fu deputato per tre legislature
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Modica - E' morto ieri l'on. Giovanni Rossino, sciclitano, per tre legislature deputato del Pci.

Nato a Scicli il 13 settembre 1939, è stato funzionario di partito, sindaco, segretario provinciale della Camera del Lavoro.

Il suo ultimo impegno politico, lungo una carriera che ha visto il suo cursus honorum ricoprire anche la carica di consigliere e assessore a Scicli, è stato quello di vicesindaco di Bartolomeo Falla, per sei mesi, nel 2000.

Eletto il 5 luglio del 1976, nelle liste del Pci, fu deputato fino al giugno del 1987.

Segretario della commissione lavori pubblici della Camera dei Deputati dal 28 febbraio 1980 all'11 luglio 1983. Da molti anni viveva a Modica, città in cui si era sposato. Stamani alle 9 la salma sarà portata nei locali dell’ex Camera del Lavoro di Scicli dove sarà allestita la camera ardente. Alle 15 una cerimonia laica per dare l'ultimo saluto all’uomo politico, che lascia la moglie e una figlia.

 “Ci addolora molto la morte di Giovanni Rossino –scrive Giovanni Avola, segretario provinciale ella Cgil-. Figura emblematica di un uomo autenticamente di sinistra,  che con coerenza e rigore morale ha seguito i propri ideali come parlamentare prima e come militante del Pci di cui fu segretario provinciale.

Ricordo l’impegno profuso nel partito e nel rapporto con i lavoratori e con i compagni, con i quali usava il linguaggio semplice e concreto sulle cose da fare perché percepiva il senso intimo delle questioni da affrontare.

Con lui se ne va un esempio di attaccamento ai valori del lavoro e della giustizia sociale come pochi in questo territorio. Tutta la Cgil ragusana si stringe attorno alla famiglia e ai suoi cari”.

Rossino è stato un attore di prim’ordine nella vita politica di Scicli e della provincia, a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta. Interprete di una lezione rigorosa di fedeltà al Partito, è stato un comunista puro, ideologico, all’antica.

Protagonista di aneddoti, era riconosciuto per i suoi dolcevita, preferiti alla camicia e cravatta, ragione per cui una volta ebbe un dibattito con le forze dell’ordine all’ingresso di Montecitorio. Racconti memorabili, fatti di politica, vita vissuta e ironia sciclitana.  La sua ultima apparizione pubblica in città è stata appena tre settimane fa, in occasione della morte del cugino e omonimo preside Giovanni Rossino.

Lontano dalla sua Scicli, seppur vivendo a pochi chilometri da essa, la mattina si recava alla solita edicola del quartiere Sorda, dove divorava i giornali, avendo un rapporto di amore odio con il mondo dell’informazione.

Con lui se ne va un modo di fare politica pre-cortina, fatto di lealtà e di rigore. 

Redazione
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