Cronaca Vittoria 11/03/2014 17:26 Notizia letta: 3127 volte

36 vittoriesi hanno truffato un’assicurazione on line di Milano

Pagavamo un premio inferiore al dovuto
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Vittoria - La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano ha inviato l'avviso di chiusura delle indagini preliminari a 36 automobilisti residenti a Vittoria accusati di una truffa ai danni di un'assicurazione on-line che ha sede a Milano.

Secondo l'accusa gli indagati avrebbero commesso i reati di falsità in scrittura privata e fraudolento danneggiamento dei beni assicurati. Sempre secondo quanto sostenuto dal pubblico ministero, Marcello Musso, della Procura di Milano, avrebbero conseguito un vantaggio patrimoniale derivante da un contratto di assicurazione, falsificando la documentazione richiesta per pagare un premio assicurativo inferiore. Nutrito il collegio dei legali. Fra loro l'avvocato Valerio Palumbo, in rappresentanza dello studio dell'avvocato Santino Garufi, che ne rappresenta sette e che si è già recato a Milano per chiedere l'audizione degli indagati.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti in molti casi gli automobilisti vittoriesi sarebbero riusciti ad ottenere degli sconti, anche di mille euro l'anno, che non spettavano loro. In una circostanza il proprietario di una Lancia Lybra avrebbe pagato un premio pari a 558 euro, mentre secondo l'assicurazione in questione avrebbe dovuto versarne tremila. Stesso tipo di raggiro avrebbe attuato anche il proprietario di una bmw 530D. L'automobilista ha versato 635 euro, mentre secondo l'accusa doveva pagare un premio di tremila euro. Da quanto emerso dalle indagini, partite dopo la denuncia dell'assicurazione on-line, il primo caso si sarebbe registrato il 23 novembre del 2012, mentre tutti gli altri 35 nel 2013.

Tutti gli indagati si sono detti estranei ai fatti ed hanno riferito di aver pagato le polizze assicurative attraverso un broker che, secondo i clienti indagati, avrebbe poi versato le somme alla compagnia assicurativa. I diretti interessati rischiano ora la reclusione da sei mesi a quattro anni. La scrittura privata falsa, infatti, è punita con la reclusione da sei mesi a tre anni, mentre la falsificazione o l'alterazione di una polizza o della documentazione richiesta per la stipula di un contratto di assicurazione al fine di conseguire per sé o far conseguire ad altri l'indennizzo di una assicurazione o un qualunque vantaggio è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. 

Saranno ora gli organi inquirenti a stabilire il ruolo del broker, tirato in ballo dai clienti. 

Nadia D'Amato
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