Cronaca Comiso 12/03/2014 21:22 Notizia letta: 4755 volte

La truffa all’anziano analfabeta, col conto sostanzioso in banca

Non conosceva il valore dell’euro
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Comiso -  Ancora una truffa ai danni di un anziano è stata scoperta e fermata dagli uomini dalla Polizia di Comiso. Tutto è iniziato l'8 marzo quando si è presentato in Commissariato il parente di un anziano il quale ha denunciato G.B. comisano di 59 anni, pregiudicato per reati contro il patrimonio. Il denunciante ha raccontato agli agenti di essere parente di un anziano di 83 anni e che quest'ultimo, lo scorso 6 marzo, si era recato negli Uffici comunali per sottoscrivere ed autenticare una delega della firma su un documento Inps per il ritiro della propria pensione, delegando il G.B. L'uomo ha spiegato alla polizia che, a suo modo di vedere, si trattava sicuramente di una truffa dato che il suo parente, che vive nell’assoluta solitudine, è analfabeta ed ancora oggi non conosce il valore del danaro (tanto da non aver compreso il passaggio dalla lira all’euro) non avrebbe potuto delegare una persona sconosciuta per la riscossione della pensione.

La Polizia di Stato si è quindi attivata immediatamente ed ha scoperto che l’anziano era titolare di ben due conti correnti in altrettante banche site in Piazza Fonte Diana a Comiso. In ogni conto vi erano decine di migliaia di euro. Gli ufficiali di Polizia giudiziaria si sono quindi recati nelle due filiali ed hanno informato le direzioni, invitandole a porre attenzione su una eventuale movimentazione di danaro dal conto corrente della vittima fatta da estranei ed eventualmente a contattare direttamente il Commissariato.

Effettivamente, nella giornata di ieri un impiegato di una delle due banche ha riferito agli investigatori che l’anziano stava provvedendo a prelevare del danaro dal suo libretto di risparmio senza specificare la cifra. Il dipendente ha però precisato che, poiché davanti a lui c'era il titolare del conto, ovviamente avrebbero provveduto a fare effettuare l’operazione.

Sospettando che potesse trattarsi di un prelievo da destinare al truffatore, però, gli agenti di Polizia hanno predisposto un servizio di appostamento davanti all'abitazione dell’uomo. Verso le ore 16,00 hanno notato un uomo conosciuto anche per truffa che si recava nell’abitazione dell’anziano. Atteso qualche minuto gli agenti di Polizia si sono presentati alla porta al fine di verificare cosa stessa accadendo nell’appartamento. Alle domande degli agenti G.B. Ha risposto di essere un parente dell’uomo. A questo punto, però, la vittima ha detto al Sovrintendente di Polizia intervenuto che quell’uomo non era suo parente e che a lui si era presentato con un altro cognome. L'anziano ha anche riferito di aver consegnato a G.B. 500 euro, che aveva  prelevato  qualche ora prima dalla banca. Il denaro è stato effettivamente trovato addosso del truffatore. La vittima del raggiro, in merito alla delega, ha poi riferito che, per quello che ne sapeva, la firma che aveva apposto qualche giorno prima doveva servire, secondo quanto gli aveva detto l’uomo, per l’inizio della pratica per l’accompagnamento e non per il ritiro della sua pensione.Dal racconto dell’anziano si è accertato inoltre che G.B.  negli ultimi due anni aveva sottratto ben 30.000 euro alla vittima con prelievi costanti di somme di denaro che l’anziano effettuava personalmente per poi ricevere in cambio pochi alimenti ed alcuni beni primari, ma, non capendo bene il valore del denaro, non aveva sino a quel momento realizzato di essere stato truffato.

Altri accertamenti effettuati dalla Polizia hanno permesso di appurare che lo scorso febbraio il Commissariato aveva anche segnalato in stato di libertà, a seguito di denuncia-querela, C.B., fratello gemello di G.B., il quale si era reso responsabile di una truffa che rispecchiava il “modus operandi” seguito dal fratello. Le vittime predilette dei due fratelli appaiono quindi essere anziani preferibilmente quelli che vivono da soli, di fragile  personalità e culturalmente precari. Sono in corso indagini al fine di chiarire se i fratelli abbiano truffato altri anziani e per questo gli investigatori rivolgono un appello a quanti  possano ritenere di essere state avvicinate dai due uomini, invitandoli a recarsi in Commissariato per denunciare quanto accaduto.

C.B. e G.B. sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria per il reato di truffa continuata.    

Nadia D'Amato