Lettere in redazione Scicli 23/03/2014 17:12 Notizia letta: 8575 volte

Cultura e turismo. A Scicli classe dirigente a volte goffa e modesta

Riceviamo e pubblichiamo
http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/23-03-2014/1396117651-cultura-e-turismo-a-scicli-classe-dirigente-a-volte-goffa-e-modesta.jpg&size=500x500c0

Scicli - Gentile Direttore,

è ormai convinzione largamente condivisa che il futuro di Scicli sia affidato (oltre che al fondamentale e congeniale comparto dell'agricoltura) al binomio cultura-turismo.

Esperienze come quella dell' "Albergo diffuso" e il fatto che sempre più privati cittadini investano nella realizzazione di case vacanze e di strutture recettive confermano questa affermazione. E del resto, anche il recente e ambito riconoscimento assegnato all'Hotel Novecento da Trivago indica chiaramente, oltre ai meriti della gestione da parte della proprietà e degli addetti, che Scicli è oggi al centro dell'attenzione da parte dell'opinione pubblica e della stampa nazionale e internazionale specializzata nel settore del turismo.

Un'attenzione rara ma che, come tutto ciò che è legato al mondo dell'informazione e dell'immagine, ha sempre bisogno di essere alimentata, seguita con intelligenza e professionalità specifiche.

Leggo quindi con preoccupazione l'articolo apparso sul Giornale di Scicli (cui sono grato perché con precisione e serietà mi consente, assieme al sito Ragusanews, di seguire quanto avviene a Scicli anche

quando ne sono lontano), leggo, dicevo, con preoccupazione l'articolo apparso nel numero del 9 marzo 2014 da cui apprendo che è avvenuto "un accorpamento per i Servizi Cultura e Turismo...Forse qualche azzardo, specie per uffici che avevano dimostrato dinamicità e eccellenti risultati (vedi Turismo e Cultura)".

Da quando frequento Scicli, e sono ormai sette anni, io e vari altri 'foresti' che si sentono in modo specialissimo legati a questa città, abbiamo constatato come il risveglio culturale e turistico di Scicli,

così caratteristico rispetto anche a realtà vicine quali Modica e Ragusa, sia stato possibile grazie ad alcune realtà ben precise e bene individuabili: un artista noto a livello internazionale e un cenacolo

di maestri di grande finezza artistica; un centro culturale come il Brancati; le iniziative di galleristi d'arte contemporanea di provata esperienza e gusto, uniti a intelligente intraprendenza; un

selezionato gruppo di studiosi di storia e di arte che danno i contenuti e ci consentono di riallacciare il nostro tempo a una nobile e antica tradizione di cultura attiva da secoli; fino ai giovani

impegnati nell'associazionismo a promozione del territorio, del paesaggio, dei valori civili che si esprimono in questa città. Tutto questo insieme di fattori è stato in questi ultimi anni portato

all'attenzione del mondo e valorizzato anche grazie al lavoro di persone che hanno dimostrato di possedere in modo eccellente doti di carattere organizzativo, di capacità di comunicazione, di intelligenza e di dedizione totale, senza le quali certamente Scicli non avrebbe avuto i risultati di immagine ottenuti in questo ultimo periodo.

Gli Sciclitani conoscono benissimo nomi quali Vinicio Capossela e Willem Dafoe, ricordano la mostra di Armando Rotoletti a palazzo Spadaro, hanno apprezzato i giudizi espressi da Franco Battiato, Pippo Baudo, Ilda Boccassini, hanno letto gli articoli a tutta pagina apparsi su Scicli nei giornali nazionali, e hanno saputo della partecipazione di noti giornalisti stranieri alle iniziative promosse dal Comune per promuovere l'informazione ai più alti livelli sulla loro Città. Ma questi non sono che degli esempi recenti di una realtà ben più ricca che è sotto gli occhi di tutti. Ora, tutte queste presenze, queste specifiche iniziative, queste relazioni, questi risultati sono strettamente legati al lavoro di anni compiuto da funzionari che ora l'amministrazione comunale decide di sconfessare e lo fa, guarda caso, proprio in concomitanza con una sorta di ribaltone paesano, dove il sostegno malfermo assicurato a una gestione esangue quanto pasticciona ed inefficace ha richiesto in cambio nuove spartizioni di incarichi e uffici, con la caduta di quelle teste che, evidentemente, non rientravano nelle logiche di un personalismo locale che troppo ricorda, a noi sprovveduti, uno stile di governo borbonico più che non la mentalità nuova di cui Scicli ha bisogno.

Il lavoro da fare a Scicli è enorme: colpisce la vistosa discrepanza tra una società civile che mostra spesso tutti i segni di una intelligente capacità di fare, di migliorare, di inventare soluzioni nuove, e una classe dirigente a volte goffa e modesta, che –come dimostrano anche questi recenti provvedimenti relativi ai settori della cultura e del turismo degli uffici comunali, ma gli esempi sono numerosi e continui, pensiamo all'anarchia nella gestione degli spazi pubblici- è incapace di dotarsi di una politica culturale, di una continuità di programmazione e di gestione, di allacciare relazioni e di sapersi rivolgere ad ambienti esigenti, anche nel modo di presentarsi, come sono ormai quelli in cui Scicli deve incominciare a muoversi, pena la cancellazione dalle agende e il ritorno nella zona grigia, così affollata,  delle speranze non realizzate, dei progetti lasciati a metà, delle occasioni perdute.

Sandro Franchini
http://www.ragusanews.com//immagini_banner/1508745275-3-toys.jpg