Economia Ragusa 24/03/2014 12:32 Notizia letta: 6399 volte

Eni, la giunta Piccitto pronta a trattare sul petrolio, secco il no dei cinque stelle al consiglio

Divergenze
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Ragusa - Senza benedizione del meetup o di qualche guru armato di tablet e connessione 4g non si va da nessuna parte.

È così che i consiglieri del movimento cinque stelle dicono no alla governance del petrolio ragusano; niente sostegno, dunque, alla vertenza con Enimed sullo sfruttamento delle risorse del sottosuolo che è stata posta in discussione anche al tavolo delle trattative tra le parti sociali e azienda convocato in Prefettura nei giorni scorsi.

C’è uno scollamento, nei fatti, tra amministrazione comunale di Ragusa e la propria base. Giunta e consiglio a cinque stelle non vanno in eguale direzione, anzi, si oppongono a vicenda e si scontrano pure.

Nell’ordine del giorno presentato dal consigliere di Idee per Ragusa, Giorgio Mirabella, c’era tutta l’intenzione di chiedere all’Amministrazione di avere un ruolo di prim’ordine nella vertenza petrolio, considerato che i giacimenti minerari insistono sul territorio comunale di Ragusa, piuttosto che lasciare il mandato decisionale ad altri, con un accentramento di potere e di gestione direttamente in capo a Gela.

Da un lato assistiamo a interventi dell’opposizione in consiglio comunale che hanno a cuore il futuro industriale del distretto e il mantenimento e lo sviluppo dei livelli occupazionali, di contro, la maggioranza che sostiene il Sindaco, fedeli seguaci del comico genovese, Beppe Grillo, non riesce sostenere il contraddittorio, abbarbicandosi all’edera di una inconcludente parzialità, priva di cognizione di causa e vuota nel merito. Come dire, senza lo specchio dei monitors del pc o dei pixel riflessi dai tablets il movimento a cinque stelle non va da nessuna parte.

La bocciatura del piano di “governo del petrolio ragusano” ha una sola piega di responsabilità, quella dei consiglieri del Movimento Cinque Stelle che, come dice lo stesso Mirabella, «è davvero ingiustificata e inaccettabile, soprattutto se devono essere prese per buone le parole, sempre nella seduta di ieri, espresse dall'assessore alle politiche ambientali Claudio Conti. Lo stesso amministratore aveva ravvisato, nel suo intervento, un'apertura su questa vicenda, magari ipotizzando la possibilità che l’Amministrazione possa aprire una interlocuzione con ENI. Addirittura l'Assessore Conti ha ipotizzato che si potesse individuare una differente gestione nei giacimenti di contrada Tresauro, dove il gas che viene estratto, per ENI rappresenta un rifiuto, ed invece lo si potrebbe utilizzare per il riscaldamento del nuovo comparto ospedaliero visto che si trova a 3 km di distanza, oppure altre forme di collaborazione».

Il gruppo consiliare dei cinque stelle non ha purtroppo compreso che, senza una presa di posizione chiara e precisa sulla governance delle risorse del sottosuolo, lasciano il campo libero alle consorelle del petrolio ragusano, Eni, Irminio ed Edison che col petrolio estratto negli Iblei girano in fatturato qualcosa come 300 milioni di euro l’anno.

E il Sindaco Piccitto resta a guardare.

Redazione