Appuntamenti Ragusa 25/03/2014 10:12 Notizia letta: 4619 volte

Mariannina Coffa, poetessa maledetta, rivive a Ragusa

Ottocento siciliano
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Ragusa - La poetica e la vita di Mariannina Coffa saranno al centro del nuovo appuntamento della seconda fase del #cantiereculturalecentrale organizzato dall'associazione culturale Youpolis e dal Museo della Cattedrale di Ragusa, e in programma venerdì 28 marzo ore 19. Mariannina tornerà per una sera tra le vie del centro storico del capoluogo ibleo, città che l'accolse per più di 15 anni (dal 1860 al 1876). Ad ospitare l'evento, che vede MediaLive come mediapartner, sarà la sala conferenze del prestigioso Palazzo Garofalo a pochi passi da quella che fu la dimora ragusana della poetessa ottocentesca. L’evento ideato da Stefano Vaccaro, verterà su manifestazioni artistiche che spazieranno dal teatro alla musica fino alla danza, espressioni artistiche tutte accomunate dalla poesia e dal vissuto della Coffa che faranno da linea guida all’evento e saranno presenza costante e ininterrotta. Stefano Vaccaro introducendo la serata si soffermerà sull’importanza storica del personaggio in questione e sull’esempio sociale che ne deriva come modello di donna caparbia e determinata, capace di sacrificare la propria felicità pur di non soffocare l’immensa passione per ciò che ama, la poesia. Le parole quindi lasceranno posto alla poesia e al teatro, a dare voce alle lettere segrete che si scrissero i due innamorati saranno Francesca Morselli nel ruolo di Mariannina e Benedetto Guardiano nel ruolo di Ascenso. I due giovani attori faranno rivivere la tormentata storia d’amore sullo sfondo dei fatti storico-biografici narrati dalla voce della giornalista Isabella Papiro, l’intermezzo teatrale sarà arricchito dalle musiche inedite della pianista e cantante Cristina Trigili. A chiudere la serata, la danza di Emanuela Curcio che esprimerà con l'arte del corpo l’angariata vicenda della "Saffo netina" sulle note di “Storia di una Capinera” brano composto dal musicista Peppe Arezzo. L’arte della pittrice Ausilia Miceli infine racconterà con la magia dei colori i sentimenti della sventurata poetessa trasferendoli sulla tela, in un continuo connubio tra arte, storia e letteratura.

"…andando al mio solito a caccia di libri vecchi, mi venne tra mano il volume delle Poesie scelte di Mariannina Coffa, edito a cura del Municipio di Noto. Possedevo della stessa autrice quello dei "Nuovi canti"...  La poetessa Mariannina Coffa (1841-1878) ebbe molta reputazione e molta ammirazione in Sicilia. E, in verità, non mancò di una certa sua personalità, malinconica, dolente e sospirosa, e di una continua gentilezza di tono che la distingue nella turba delle rimatrici…"
Così invece descriveva Mariannina Coffa il più importante storico e filosofo del '900 italiano, Benedetto Croce, nelle sue "Terze pagine sparse" (Ricciardi editore, Napoli 1943): "Figura di donna nubilosa, sofferente alle imposizioni sociali e famigliari, Mariannina sembra uscita direttamente dalle pagine di un romanzo verista di Verga, non poche sono infatti le similitudini tra la Capinera verghiana e M.Coffa, spesso definita la "Capinera di Noto" o la "Saffo netina". Ma la vita della poetessa è tutt'altro che un racconto letterario, Mariannina prova sulla propria pelle la "colpa" di essere nata donna, di saper leggere e scrivere e di voler imprimere sulla carta  i suoi sentimenti. Le poesie della Capinera lasciano trasparire la sensibilità di fanciulla il cui destino è stato già scritto,di storia di malmaritata che sconterà per sempre la colpa di non essere fuggita con l'unico vero amore della sua vita,il maestro di pianoforte Ascenso Mauceri, e di essersi sottomessa agli ordini dei genitori ostinati a darla in sposa a un tale Giorgio Morana, ricco possidente ragusano. Testimone oculare delle battaglie siciliane che portarono al rovesciamento del potere borbonico e alla conseguente nascita del regno italiano, Mariannina è il simbolo di tutte quelle donne che hanno contribuito alla nascita del nuovo Stato grazie alla libera circolazione di pensieri ed idee. Divisa tra i lavori domestici e la cura dei figli (alcuni dei quali morti in tenera età) la Coffa trova il tempo, nelle buie notti invernali, chiusa nella sua stanza, nascosta da tutti, di scrivere le sue poesie contro l'assoluto divieto del marito e del suocero, uomo rozzo, padre-padrone, fermo della convinzione che "lo scrivere rende le donne disoneste" (Lettera ad Ascenso, Ragusa 17-1-1870). Condannata ancora prima di essere giudicata, Mariannina sarà vittima delle dicerie del volgo che la etichetteranno come una pazza isterica adepta alle pratiche di sonnambulismo e magnetismo (precursori dell'analisi psicanalitica freudiana). Di spiccata sensibilità letteraria la Coffa sarà per diverso tempo al centro del dibattito intellettuale di quella parte di Sicilia troppo spesso dimenticata, da qui  nascono le corrispondenze epistolari con i più importanti esponenti della cultura isolana, da Lionardo Vigo a Giuseppe Macherione fino a Mario Rapisardi".
Abbandonato il tetto coniugale e ripudiata dalla famiglia paterna, aderirà a diverse logge di ispirazione massonica e teosofica come la Loggia Elorina. Costretta a vivere tra la fame e gli stenti nell'ultimo periodo della sua vita, il gracile corpo della poetessa si spegnerà a soli 36 anni nel 1878 nella più completa solitudine. Il corpo di Mariannina muore ma il suo nome entra nella storia della letteratura italiana guadagnandosi l'appellativo di "poetessa maledetta".

Redazione