Attualità Ragusa 26/03/2014 12:11 Notizia letta: 4848 volte

Il pane ai cereali

Ma dove lo fanno questo pane?
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Ragusa - Su consiglio di un amico compro il pane integrale in vendita presso un famosissimo supermercato della mia città. Pare sia buonissimo. Mi convinco e vado. Effettivamente al supermercato, ed erano le sette del pomeriggio di un giorno piovoso, freddo e ventosissimo (quando a Ragusa non è ventoso?), trovo moltissime persone (e non solo nel reparto alimentare). Di queste buona parte sono – ed è la caratteristica del supermercato – forestiere: moltissimi i ragazzi e le ragazze dell’Est europeo, qualche nordafricano e poi gli africani sub-sahariani a fare l’elemosina davanti la porta.

Ma una notevole percentuale è di ragusani, ed anche della migliore società, e comprano di tutto, comprese le aragoste, i biscotti, la pasta, i wurstel e, ovviamente, il “famoso” pane integrale, anzi, per la precisione, “multicereali”.

Per essere prudente compro solo due panini, pago ad una cassa sovraffollata ed arrivato a casa preparo il panino con olio, sale origano e provoletta ragusana (di quelle giallastre, di massaria, fatta a mano con spesso frammenti di cenere e altro). Prima di addentare il panino per puro caso leggo quello che propongo nella foto (scadente) a lato. Leggo, come voi potete leggere, che il pane che mi accingo a mangiare contiene cose che diremmo “normali” in un pane: semi di lino, farina di grano tenero, fiocchi di avena farina di segale, lievito, sale, sesamo, semi di girasole, addensante gomma di guar, farina di malto di frumento, farina di malto d’orzo, e come emulsionante “esteri mono e diacetiltartarici di mono e di gliceridi degli acidi grassi” che sfuggono alla mia comprensione, ma mi fido. Ma andando avanti trovo scritto anche che il mio panino integrale anzi multicereali “può contenere: tracce di latte, frutta a guscio, uova, soia, solfiti, arachidi, pesce, sedano, senape, lupini”.

Ma dove lo fanno questo pane? Posso anche capire di trovarci tracce (e spero solo tracce) di uova (con o senza guscio?), e volendo anche le arachidi (anche in questo caso: con o senza guscio?), ma non comprendo come nella lavorazione del mio panino multicerali possa entrarci, anche solo in forma di tracce, il pesce.

E siccome il mio panino di pochi grammi lo avevo già imbottito come sopra descritto, l’ho mangiato sperando di non trovare quelle “tracce”, o comunque di non accorgermene. E constatato che il sapore era buono ma certamente non superiore a quello del pane che normalmente compro nel mio fornaio  di fiducia, ho deciso: rimarrò fedele al territorio, il pane lo comprerò con farina di grano duro e cotto nel forno a pietra, insomma quello che noi continuiamo a chiamare “u pani i casa”.

Saro Distefano