Cronaca Ragusa 26/03/2014 11:17 Notizia letta: 2548 volte

Marito e moglie, ma anche rapinatori

Due rumeni
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Ragusa - Gli uomini della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Ragusa, hanno arrestato i coniugi rumeni Daniel Moldovan, 35 anni, e Lacramioara Varga anch’egli 35 enne per aver commesso diverse rapine nel loro paese per poi fuggire in Italia e trascorrere la loro latitanza a Ragusa.  Nella tarda serata di lunedì gli investigatori della Squadra Mobile a seguito di accurate indagini avevano certezza che i due coniugi ricercati dal 2007 si trovassero entrambi nella casa che veniva monitorata da mesi da parte della Polizia di Stato.  Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria conoscevano le abitudini della coppia, ma erano consapevoli che la cattura avrebbe avuto delle fasi particolarmente delicate in quanto i due coniugi scovati a Ragusa, hanno due figli minori in tenera età. Per questi motivi il blitz doveva essere condotto con estrema prudenza ed attenzione nei confronti dei minori.  Con un escamotage gli agenti di Polizia si fanno aprire la porta e fingendo un normale controllo dei residenti della zona non fanno capire nulla ai bambini portando tutti negli uffici della Squadra Mobile.

I due coniugi avevano ben compreso la motivazione del controllo e non avendo alcuna possibilità di darsi alla fuga confessavano di essere fuggiti dalla Romania perché ricercati a seguito delle rapine commesse, chiedendo solo di aver cura dei loro figli e dichiarando che un eventuale rimpatrio per loro sarebbe stata la fine e per questo erano fuggiti in Italia per cominciare un’altra vita.
Negli uffici della Polizia di Stato si creava una situazione del tutto anomala rispetto alla quotidianità, poliziotte e poliziotti che giocavano con i bambini ed altri che redigevano i verbali dell’avvenuta cattura, il tutto per non far capire nulla ai minori ignari di quanto avessero fatto i genitori quando ancora loro non erano nati.
Le indagini per l’individuazione e cattura dei latitanti hanno avuto inizio pochi mesi or sono in quanto il Dipartimento della P.S. – Direzione Centrale Polizia Criminale – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia Ufficio S.I.R.E.N.E., segnalava la presenza sul territorio siciliano dei due coniugi ricercati dal 2007 in quanto rapinatori.
I fatti da loro compiuti in Romania sono particolarmente gravi, in quanto la donna si fingeva prostituta ed attirava i clienti; dopo essersi appartati, sopraggiungeva il marito che, alle spalle, colpiva violentemente il “cliente” che reso inerme veniva derubato di tutto per poi fuggire.
Sono durate mesi le indagini a carico della coppia di rapinatori in Romania da parte della Polizia ed hanno permesso di appurare con certezza le loro responsabilità, tanto che l’Autorità Giudiziaria rumena ha chiesto ed ottenuto il Mandato di Arresto Europeo per la consegna al loro stato dei criminali.
Al termine della compiuta identificazione con la comparazione delle impronte digitali da parte della Polizia Scientifica della Questura di Ragusa, i due coniugi sono stati accompagnati in carcere ed i minori affidati ad una cugina appositamente convocata dalla Squadra Mobile. La madre, in compagnia degli agenti di Polizia è stata accompagnata con i figli in casa, li ha messi a letto, fatti addormentare per poi partire alla volta del carcere femminile di Catania. Concordemente con la Polizia che l’ha assistita è stato detto ai bambini che un parente stava molto male e che la mamma sarebbe tornata l’indomani dopo la loro giornata di scuola.
Lunedì si è celebrata l’udienza di convalida degli arresti, dove l’attività della Squadra Mobile è stata convalidata dalla Corte d’Appello di Catania che ha deciso di applicare la misura degli arresti domiciliari alla donna in quanto madre di due bambini in tenera età, in attesa dell’eventuale estradizione di entrambi i coniugi che sarà decisa sempre dalla Corte d’Appello di Catania.  “La Polizia di Stato, per mezzo degli uomini della Squadra Mobile, solo nel 2014 ha già catturato, in esecuzione di Mandati di Arresto Europeo ben 9 cittadini rumeni che hanno scelto l’Italia ed in particolar modo la provincia iblea per la loro latitanza, convinti di non essere scovati, contrariamente a quanto è stato dimostrato dagli investigatori”.

Redazione
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