Cultura Scicli 28/03/2014 23:03 Notizia letta: 2337 volte

L’interno con luce elettrica di Sonia Alvarez

Il manifesto per la Giornata della Donna
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Scicli - Sono pochi gli oggetti con cui Sonia Alvarez costruisce un racconto intimista, nella superba opera “Interno con luce elettrica”. Il quadro, pensato dall’artista in una misura di medio formato, ottanta per settantacinque centimetri, è un olio esitato nel 1987. Il Movimento Culturale Brancati di Scicli lo ha scelto come raffinato manifesto della mostra che puntualmente allestisce per la Giornata della Donna, quest’anno confezionata con una bella personale di Giovanna Gennaro.

Caratura a parte della Alvarez, artista la cui cifra trabocca di una intelligente e assai selettiva cultura figurativa e letteraria, la scelta del Brancati è decisamente coerente all’occasione, poiché gli elementi che la nostra pittrice ha scelto respirano di una carica simbolica inequivocabile e forte. Sono segnali di donna, anche se, crediamo, non è questo l’intento primo dell’artista, che ha dipinto con magistero esecutivo un normale reggiseno, un normale cuscino, un normale, prosastico appendiabiti. Con le relative ombre.

È vero infatti che il livello tematico è quello che subito ci attrae dentro l’opera, ci invoglia a interagire con questo ambiente domestico, con le cose della camera, così vivide e presenti e familiari, così povere nel numero, ma così narrative, da indurci a pensarla noi la storia di questi oggetti, del personaggio implicito che li vive.

A una visione più distesa, l’opera ci conquista poi per l’intensa interpretazione che Alvarez ha consegnato della pittura di luce. È squisitamente vermeeriano lo spazio in cui l’artista posa gli elementi figurativi, in ottica sospensione, e questo valore conferiscono le ombre, entro le quali l’indagine visiva della pittrice entra col colore e con la luce. Virtuosismo di mano, legato pure alla predilezione della Alvarez per la luce artificiale, che – ce lo raccontava in una conversazione di qualche tempo fa – esercita sulla sua fantasia un fascino particolare, come se potesse rappresentare “l’immagine dell’uomo, della nostra presenza sulla terra”.

In un quadro equilibratissimo, ove assecondano un rigore compositivo le direttrici verticali e orizzontali, non è scientifico ma certo analitico l’occhio sulle cose, sulle luci, sulle ombre, che si esprime con una qualità altissima del colore, ora corposo ora lieve di trasparenze, che rievoca ancora il pointillé, nota tecnica di Vermeer, che applicava il colore a punti piccoli e ravvicinati, perché fosse più viva possibile la restituzione dei suoi interni. Parliamo di un autore tanto caro a Sonia, che, con sensibilità estetica contemporanea, pervade i suoi ambienti d’un’intima poesia subito riconoscibile, che valica l’elemento narrativo, che chiama valori universali, umani e artistici. La mano sapiente di Sonia Alvarez non solo permette la percezione delle stoffe femminili, del velluto, del legno caldo e della parete quasi fredda, appena intiepidita dalla tenue radiazione luminosa, ma anche delle atmosfere che la luce sa creare, imbevendo, con gli spazi quotidiani, anche la misura esistenziale. Traluce il legame affettivo con gli oggetti che fanno concreta la verità dei giorni, da questo quadro, che ci fa presente il finito e la finitezza, trascinandoci benevolmente in una dimensione fuori dal tempo, una regione lontana ma collegata alla nostra vita, dove è ancora possibile un valore durevole.

La Sicilia

Fotocolor di Gianni Mania

Elisa Mandarà