Attualità Ispica 31/03/2014 00:43 Notizia letta: 3154 volte

Un canile fai da te, a Ispica. La denuncia di Legambiente


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Appena fuori la città
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Ispica - Uno scempio ambientale e, prima ancora, sociale.

Questa è la situazione che vede protagonisti i due coniugi ispicesi che, appena fuori dal centro urbano, hanno messo su un vero e proprio “canile fai-da-te”. Un canile che opera, ormai da diversi anni, in difetto delle autorizzazioni di legge, e del tutto al di fuori da qualsiasi sistema di controllo pubblico che ne assicuri l’idoneità strutturale e igienico-sanitaria.

Le insistenti proteste dei vicini, dovute ai latrati e ai cattivi odori, nel 2011 indussero l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) a premere per un intervento dei Nas e dei veterinari dell’Ausl 7 di Ragusa: in quell’occasione furono rilevate alcune irregolarità (non-microchippatura di numerosi esemplari e violazione delle norme igieniche) che condussero al sequestro dell’area.

Da allora, però, la situazione non pare essere significativamente migliorata, atteso che la struttura ospiterebbe ancora una settantina di cani, e diverse decine di gatti, raccolti dalle campagne o abbandonati da persone prive di scrupoli davanti al cancello della proprietà.

Com’è comprensibile, i residenti nella zona vivono in uno stato di ansia: la recinzione, infatti, sarebbe realizzata in modo alquanto precario, e renderebbe reale il pericolo di fuga degli esemplari; inoltre, vi è il sospetto che le carcasse degli animali vengano sepolte in loco, col conseguente rischio per la salubrità delle falde acquifere sottostanti.

Dinanzi a tutto ciò, Legambiente Ispica ritiene doveroso chiedere a gran voce che le Istituzioni, ciascuna per quanto di spettanza, facciano la loro parte: è evidente che i due coniugi che gestiscono la struttura, malgrado le ottime intenzioni, sono in difficoltà a farlo rispettando gli standard di sicurezza, ambientale e sanitaria, previsti per legge. Occorre, insomma, una soluzione equa, che tuteli in modo adeguato persone, animali e salute pubblica.

Una soluzione che in verità è più semplice di quanto si potrebbe pensare: infatti, il Comune è convenzionato da tempo con una cooperativa per la lotta al randagismo. 

Dopo aver definitivamente decongestionato la struttura, sarebbe inoltre opportuno un intervento da parte degli esperti di Arpa e Asp, per verificare l’assenza di pericoli per l’igiene pubblica, rassicurando così gli abitanti della zona.

«Non è giusto, e soprattutto non è sicuro, che la gestione di un numero tanto elevato di animali gravi esclusivamente sulle spalle di due privati cittadini», ha commentato Josè Bellisario, referente del settore Animali. «Dal canto nostro, e in attesa che intervengano le Istituzioni -ha annunciato- noi del Circolo Sikelion abbiamo deciso di dare una mano, attraverso una colletta alimentare e la ricerca di un veterinario di buon cuore». 

Redazione