Cronaca Scicli 02/04/2014 08:30 Notizia letta: 18792 volte

Incendiato il Pata Pata

Il rogo appiccato dal locale cucine
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Scicli - “Un fuoco intelligente”. Salvatore sta facendo la consueta passeggiata mattutina lungo la spiaggia di Sampieri, e osserva impietrito il rogo doloso che poco prima dell’una di notte ha distrutto il retro del Pata Pata. “Hanno incendiato il vano cucine, dove si trovavano gli impianti tecnologici, i frigoriferi, i freezer, hanno voluto colpire al cuore lo chalet”.

E’ la sentenza dell’uomo della strada, che riassume il senso di quello che è successo, a tredici anni di distanza da un altro incendio doloso che distrusse il locale creato da Giorgio Vindigni, imprenditore, anche uomo politico, consigliere comunale e già assessore.

Nato nel 1999, il Pata Pata due anni dopo fu incendiato, e subito ricostruito. Sembra preistoria. E dire che Sampieri, contrariamente alla percezione comune di luogo del riposo e del divertimento, ha conosciuto negli ultimi anni l’alfabeto del fuoco. L’incendio al Camping La Spiaggetta, l’anno successivo l’auto del proprietario del camping data a fuoco, nello stesso giorno, a un anno esatto di distanza. Questa estate l’incendio al Kiosco del lungomare Miramare e poi l’incendio del piccolo chalet al servizio del villaggio Marsa Siclà, in quel momento villaggio chiuso e sequestrato.

Fatti distanti, diversi fra di loro, anche nella matrice, con ogni probabilità, ma testimoni di una circostanza. Sampieri non è un luogo sereno.

L’acre odore del legno bruciato impregna la spiaggia, mentre alcuni operai smontano le parti di chalet diventate tizzone fumante. Il luogo identificativo del mare, dei bagni, dell’estate ridotto in cenere nella parte che conta, quella più costosa, mentre sorniona la veranda, intatta, guarda il mare.

Indagano i carabinieri. Per capire quale intreccio di interessi possa aver indotto gli incendiari ad agire. Per ottenere cosa, per vendicarsi di cosa.

Un cadeau. I proprietari del locale, quando lo chalet fu reinaugurato, dopo l’incendio del 2001, nella serata di festa per la riapertura donarono una scatola di fiammiferi agli avventori. Un modo ironico e dissacrante di smitizzare quel dramma. Che oggi si ripresenta.

Giuseppe Savà
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