Attualità Modica 04/04/2014 18:30 Notizia letta: 3671 volte

Case popolari a Modica, un bando di fretta


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Parla la consigliera Ivana Castello
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Modica - Un bando, quello per l’assegnazione delle case di edilizia popolare, che funziona nel suo complesso per l’idea, ma che è stato realizzato forse con un po’ di fretta. Si potrebbe riassumere così l’interrogazione della consigliera Ivana Castello sul bando per le case popolari, che presenterebbe, come rileva la consigliera, dettagli poco chiari, precisati solo andando avanti con il testo, e clausole che potrebbero essere diverse.

Vi possono partecipare cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari. E fin qui va bene, “ma per questi ultimi – evidenzia la Castello – si richiede che siano soggiornanti da lungo periodo. Si, ma dove? – s’interroga –. In Italia? Nell'Unione Europea? Nel Comune di Modica? Non si capisce”. L’espressione “da lungo periodo”, prima arcana, visto che non è specificato quanto, insieme con il luogo richiesto della permanenza, vengono chiariti soltanto dopo. “Il concorrente deve risiedere nel Comune di Modica da almeno 10 anni – dice la Castello - o da altrettanto deve lavorare in mezzo a noi. Questo requisito mi è parso eccessivo e restrittivo – prosegue rivolgendosi direttamente al sindaco, Ignazio Abbate -. Pensi, lo stesso sindaco di Monza, città della profonda “Padania”, si manifesta più generoso di lei, perché richiede 5 e non 10 anni di residenza per acquisire il diritto di concorrere all'attribuzione di una casa popolare”.

La Castello si chiede che senso abbia la clausola che esclude dal bando i titolari di un alloggio con reddito annuo di 215 euro. E interviene ironicamente: “Posso capire che chi possiede un tugurio, dati gli effetti della crisi, possa ritenersi partecipe degli agii capitalistici – dice - ma è pur sempre possessore di un alloggio inadeguato”.

Troppo “generica”, infine, l’affermazione che il Comune “procederà all'istruttoria delle istanze e che la graduatoria definitiva sarà formulata dallo stesso Comune”. La Castello chiede al sindaco “in base a quale organizzazione il Comune provvederà a tali adempimenti, se sarà costituita una Commissione esaminatrice e, se così sarà, da chi sarà composta e in base a quali criteri saranno attribuiti i punteggi”. Poi la consigliera lancia una proposta che, se accolta e concretata, potrebbe dare speranza alle famiglie. “Il bando è stato appena pubblicato, ma prima che si possa giungere alla concreta fase dell’assegnazione occorrono almeno 6 mesi, tempi troppo lunghi per tante situazioni di estremo bisogno – commenta la Castello -. Esistono dei monolocali, dello Iacp, chiusi. Questi, nelle more della formazione della nuova graduatoria, potrebbero temporaneamente benissimo rispondere alle gravi situazioni di emergenza. Da qui la richiesta di avviare un’azione di concertazione con i vertici dello Iacp perché, nell’immediato, possa essere individuata un’efficace risposta per le famiglie che stanno vivendo una forte situazione di disagio”.

Valentina Raffa