Attualità Verona 06/04/2014 13:06 Notizia letta: 3083 volte

La Sicilia al Vinitaly, nel segno di Bufalino

"Non una, ma tante"
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Verona - "Sicilia. Non una ma tante".

Una frase di Gesualdo Bufalino, cantore dell'Isola e delle sue tante personalità, posta a vessillo del Padiglione 2. Spicca nello scenario che si apre una volta varcato l'ingresso principale di Veronafiere. All'interno della Sicilia i lavori sono work in progress.

Quest'anno ci sarà una disposizione dei territori diversa dalle precedenti edizioni, con la provincia di Trapani ad accogliere i visitatori che da domani affolleranno il salone giunto alla sua 48esima edizione. Quello preso a prestito dal poeta cantore di Comiso è un intensissimo benvenuto nella ricchezza caleidoscopica del Made in Sicily. 

Con 170 aziende presenti, la Sicilia è infatti ancora una delle più "popolose" regioni al Vinitaly, il Salone del vino in programma a VeronaFiere dal 6 al 9 aprile. Una presenza importante quella dell'isola sia nei numeri che nella qualità dei vini, ma anche per alcuni importanti progetti che verranno presentati nel corso della manifestazione.

Nel padiglione ci saranno duemila etichette, e ognuna porterà con sé, oltre ai propri prodotti, anche la propria identità, la propria storia, il proprio terroir, perché una delle ricchezze della Sicilia del vino risiede proprio nella diversità dei suoi vigneti, dei suoi territori e quindi dei suoi vini.

Diversità da sfruttare sempre più in termini di promozione d'immagine all'estero sotto il cappello del brand unico: la Doc regionale che ha avuto una buona partenza con 120 mila ettolitri di vino certificati nel primo anno. Altra novità è la presenza dei Gal siciliani, i gruppi di azione locale, che sono centri propulsori di sviluppo e animazione territoriale che connettono i diversi tessuti produttivi. Lunedì sono in programma tre iniziative proprio dedicate alle realtà territoriali e alla loro promozione turistica. Nel corso della manifestazione veronese, inoltre, saranno presentati anche importanti progetti che puntano al connubio tra cultura, turismo ed enogastronomia. A fare gli onori di casa sarà, infatti, l'assessore regionale ai Beni culturali e all'identità siciliana, Maria Rita Sgarlata.

Uno dei fiori all'occhiello di quest'anno sarà "Diodoros - Il vino della Valle" lanciato dall'Autorità del Parco della Valle dei Templi di Agrigento, in collaborazione con le strutture produttive del territorio, per riprendere la coltivazione della vite nelle aree demaniali del Parco. È stato prodotto un vino, il Diodoros, che nasce dalla convenzione tra l'ente parco e la cantina Cva Canicattì impegnata da oltre quarant'anni a mettere in luce con le sue etichette la tradizione viticola dell'agro agrigentino che esprime il meglio delle sue potenzialità con i vitigni autoctoni siciliani. Altro progetto che verrà presentato nel corso del Vinitaly è "Passitaly": iniziativa lanciata dal Comune di Pantelleria, in collaborazione con VeronaFiere e Irvos, dedicata ai vini passiti che si svolgerà nella prima decade di settembre a Pantelleria. La manifestazione coinvolgerà oltre ai produttori locali anche i territori dei grandi passiti del Mediterraneo: le aree delle Malvasie, il Sauternes francese, il Tokaj ungherese.

Ma non ci sarà solo il mondo del vino tra i padiglioni della Fiera di Verona: anche quest'anno si svolgerà contemporaneamente "Sol&Agrifood", la rassegna internazionale dell'agroalimentare di qualità dove la Sicilia sarà presente in particolare con l'olio extravergine di oliva. Saranno 33 le aziende olearie che faranno degustare a visitatori e buyer l'oro verde siciliano che viaggia spedito verso il riconoscimento dell'Igp Sicilia.

"La Sicilia - sottolinea Dario Cartabellotta, assessore regionale dell'Agricoltura - è già dotata del massimo per quanto riguarda la qualità dei prodotti e la bellezza dei luoghi. Adesso occorre fare in modo che le nostre eccellenze vengano promosse, con continue azioni di marketing". La regia della Sicilia all'edizione 2014 di Vinitaly e Sol&Agrifood è affidata sempre all'Irvos, Istituto regionale vino e olio, ente unico in Italia. "L'Irvos - spiega il direttore Lucio Monte - è chiamato a un duplice sforzo, ma allo stesso tempo a una duplice soddisfazione: quella di aiutare le imprese a crescere sia in termini di qualità delle produzioni che in termini di valore aggiunto".

Redazione
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