Attualità Scicli 08/04/2014 23:57 Notizia letta: 3566 volte

Pisciotto. Lasciatelo crollare in pace

La morte nelle cose
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Scicli -  “Lasciatela cadere in pace”.

Fu un intellettuale che ha chiesto sempre l’anonimato a stendere il pietoso velo sul destino della Fornace Penna di contrada Pisciotto a Sampieri.

Mai profezia fu più azzeccata. Nei giorni scorsi un pezzo importante della ciminiera è crollato, e lo skyline della Fornace ne risulta definitivamente compromesso.

Il maltempo delle scorse settimane, l’azione dei marosi e del vento, oltre che della salsedine, hanno corroso l’anima e il corpo della Premiata Fabrica di laterizi le cui tegole servirono a ricostruire Tripoli.

In febbraio l’ex senatore Concetto Scivoletto e la moglie, Maria Grazia Calabrese, proposero di istituire un Parco della Cultura.

L’ultima idea, in ordine di tempo, suggestiva e romantica insieme. La circostanza che il manufatto sia di proprietà privata ha in qualche modo ostacolato i tentativi di intervento per il recupero dell’immobile.

La Fornace è l’architettura emergente più importante della costa iblea, per fascino, ieraticità, imponenza, capacità di suggestione.

Forse, oltre alla maledizione dell’intellettuale contemporaneo, sul destino di quell’ammasso di pietre pesa piuttosto l’anatema dell’ingegnere Ignazio Emmolo, il progettista della fabbrica, che in quel gennaio del 1924, vedendo la sua impresa in fiamme a seguito di un incendio doloso, esclamò l’ormai nota frase: “Non una sola lira, non una sola ora per il Pisciotto”.

Una profezia nefasta, anch’essa avveratasi in maniera ineluttabile. 

Redazione
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