Cronaca Vittoria

I genitori di Ivano Inglese: Vogliamo la verità su nostro figlio

18 mesi fa la morte misteriosa

Vittoria -  18 mesi dopo la morte di Ivano Inglese i genitori hanno deciso di lanciare un appello inviando una lettera alla stampa. La signora Ornella ed il signor Giovanni si rivolgono a chiunque possa aver visto o sentito qualcosa affinché sia fatta giustizia.

Ivano Inglese è stato ucciso nel tardo pomeriggio di giovedì 20 settembre 2012.

 “Interrompo il silenzio del nostro dolore composto- scrive nella lettera la signora Ornella-, ma vivo dentro di noi e che  continua a vivere intensamente giorno dopo giorno a partire da quel terribile 20 settembre del 2012. Un dolore lancinante che accompagna la nostra vita ormai del tutto sconvolta dalla perdita del nostro Ivano. Ivano era la gioia di vivere, l’essenza delle emozioni più belle, aveva un’innata solarità che trasmetteva generosamente a tutti i suoi amici. Un amante degli animali tra cui una gattina  alla quale dedicava ogni attenzione. La stessa gattina che morì lo stesso giorno di Ivano intorno alle 20,15 quasi avvertendo la perdita del suo caro padroncino. Ivano- scrive ancora la madre- esternava facilmente le sue emozioni a me raccontandomi ogni confidenza, ogni momento della sua esistenza. Colgo l’occasione per lanciare un appello, nonostante sia a conoscenza del lavoro intenso e scrupoloso effettuato dagli inquirenti che si sono impegnati con solerzia nelle indagini per trovare la luce della verità. Ma ciò non è bastato. Noi viviamo con il fiato sospeso e con la speranza di trovare giustizia e chiarezza. Vogliamo che la verità venga a galla, una volta per tutte. Viviamo in attesa di un dettaglio che possa essere rilevante per fare luce alle indagini ancora in corso e che speriamo non vengano archiviate. Un cenno, una lettera, una telefonata, anche anonimamente, che possa darci una speranza in più per risolvere il nostro dolore. Viviamo nella speranza, anche dopo 18 mesi, che chi ha visto o sentito qualcosa si faccia avanti e ripetiamo anonimamente raccontando anche un particolare. E’ impossibile e inaccettabile che nessuno abbia visto nulla quella sera del 20 settembre del 2012. Una normalissima sera ancora non all’imbrunire. Abbiamo la speranza e viviamo con la speranza che chi ha commesso questo delitto atroce venga assicurato alla giustizia. Dio vi benedica tutti, Ornella.”   

Ivano era molto noto in città perché lavorava per le Poste Italiane e poi dava una mano ad un amico titolare di un distributore di benzina. Quella sera alle 19.15 aveva avvisato gli amici che sarebbe rientrato quanto prima, ma dalle 19.45 il cellulare risultava irraggiungibile. Il padre, allarmato per il mancato rientro del figlio ha chiamato la Polizia. Benché il ritardo fosse minimo, infatti, il signor Giovanni si era subito preoccupato perché il figlio era abitudinario ed avvisava sempre la madre sui suoi ritardi, spostamenti, contrattempi. Alle 22.40 circa gli agenti del Commissariato di Vittoria hanno notato l'auto del giovane, una Volkswagen Golf, parcheggiata sul dosso di una strada inter-poderale di Contrada Pozzo Ribaudo. Entrambi gli sportelli anteriori erano aperti. 100 metri più avanti giaceva il corpo, senza vita, di Ivano, crivellato da 6 colpi di arma da fuoco. Pare che il suo assassino abbia inseguito il giovane per diversi metri, sparandogli più volte contro, fino a raggiungerlo ed esplodere il colpo mortale. 

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