Attualità Ragusa 09/04/2014 22:39 Notizia letta: 2261 volte

La Settimana Santa di Ragusa sia eredità immateriale

L’appello di Elisa Marino
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Ragusa -  “Prende il via tra qualche giorno la Settimana santa a Ragusa Ibla. Si tratta di un evento di grande fascino, che affonda le proprie radici in tradizioni immutate da secoli. Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di valutare l’opportunità di predisporre la necessaria richiesta affinché tali celebrazioni possano essere inserite nel registro delle Eredità immateriali della Regione Sicilia. Sarebbe un riconoscimento adeguato per il valore storico e culturale che le stesse riescono ad esprimere”.

E’ quanto chiede il consigliere comunale indipendente Elisa Marino approssimandosi il momento più significativo dell’anno relativo alle suddette celebrazioni religiose. “Sappiamo che il registro – spiega Marino – ospita l’insieme delle pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e tecniche che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono come parte del loro patrimonio culturale. Istanze del genere sono già state inoltrate in passato. Ma, purtroppo, senza esito. Le eredità immateriali, per la loro natura, sono particolarmente vulnerabili, anche in virtù delle emigrazioni e immigrazioni, degli esodi dalle aree rurali e della conseguente perdita delle tradizioni, dell’influenza dei mezzi di comunicazione di massa e, più in genere, della conformazione espressiva e della globalizzazione che agisce come forza di standardizzazione e appiattimento culturale. La Settimana santa a Ragusa Ibla, che grazie anche al rilancio degli ultimi anni, gode di una nuova effervescenza, ha in sé tutte le peculiarità per fare in modo che la stessa possa essere inserita nel libro delle celebrazioni del registro in questione all’interno del quale sono iscritti i riti, le feste e le manifestazioni popolari associati alla religiosità. Credo che questo sia un impegno forte che dobbiamo assumere per la nostra città, per salvaguardare ciò che di particolare e di tradizionale riesce ad esprimere. Accanto a ciò sarebbe opportuno inoltrare tale richiesta anche per le feste di San Giovanni Battista e di San Giorgio martire che si caratterizzano, in città, per le loro peculiarità. Quale il modo migliore di tutelare l’identità del nostro territorio se non iscrivere eventi religiosi del genere nel Registro delle eredità immateriali? Il Comune stimoli, in proposito, la deputazione regionale dell’area iblea e il Governo siciliano per ottenere tale ambito traguardo”.

Redazione
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