Attualità Vittoria

Nadia Marino, una vittoriese a The Voice

28 anni, ha iniziato nei pub

Milano - «The Voice? Non era nei miei pensieri, avevo altri progetti. Poi qualcuno che mi aveva sentita suonare a Milano mi ha parlato delle audizioni che ci sarebbero state a Roma chiedendomi se mi sarebbe piaciuto partecipare. Ho avuto pochi giorni per decidere, poi ho detto sì nonostante le perplessità». È cominciata così l'avventura di Nadia Marino a The Voice, il talent show musicale di Raidue che mette in palio un contratto discografico, nel quale è una concorrente della squadra di Piero Pelù, il coach che ha scelto dopo aver fatto girare tutte le quattro poltrone con la sua versione di "Black horse and cherry tree" di KT Tunstall.
«Il brano non era tra i dieci che avevo proposto e portato ai provini precedenti, mi è stato consigliato perché volevo accompagnarmi con la chitarra. Sono felice di averlo fatto anche se ho avuto pochissimo tempo per provarlo. La scelta di entrare nel team di Piero Pelù, invece, è stata più che naturale - afferma - perché è l'unico dei quattro coach che ascoltavo nella mia adolescenza».
Ventotto anni, nata e cresciuta a Vittoria, dove vive ancora oggi, laureata in Scienze politiche all'università di Catania con una tesi sulla correlazione tra artisti e filosofia («volevo studiare ed è stato importante conoscere alcuni aspetti della società legati al volontariato e all'immigrazione»), un periodo trascorso in Irlanda a cantare nei pub, Nadia è una concorrente atipica per un talent show. «Avendo conosciuto dei cantanti che hanno partecipato a questo tipo di audizioni, me ne ero tenuta lontana», racconta. Almeno fino allo scorso gennaio. «Adesso sono contenta di aver ricevuto quella telefonata - ammette -, ho trovato molta professionalità e una gentilezza che non mi aspettavo».
Salire sul palco di The Voice e lavorare sotto la guida di professionisti della musica, però, non ha cambiato le aspettative di Nadia il cui sogno è «vivere di musica, che non significa diventare famosa». «Non mi vedo vincitrice e non penso di poter conquistare un contratto discografico - chiarisce -. Per me The Voice è una nuova esperienza, un modo per mettermi alla prova in situazioni nuove che comprendono la cura del look, le interviste davanti a una telecamera, le prove. Poi vorrei che mi regalasse un po' di visibilità».
Quella visibilità che avrebbe potuto dare una piega diversa allo spettacolo natalizio che, «con tanta buona volontà e qualche aiuto», Nadia aveva organizzato in teatro a Vittoria lo scorso dicembre. «Aspettavo 400 persone, ne sono arrivate soltanto 70», si rammarica. Questo, però, non ha scalfito la sua volontà di fare della musica la sua professione. «Canto da quando sono piccola - racconta -, ma ho capito che avrei voluto farne una professione quando ho scritto la prima canzone. Avevo 15 anni, frequentavo il liceo scientifico Cannizzaro quando uno dei professori di allora, Niccolò Di Rosa, che ancora ringrazio, ci invitò a scrivere qualcosa su Invito al viaggio di Baudelaire. Io ne feci un brano in inglese tratto dall'omonimo pezzo di Battiato».
Il desiderio più grande? «Avere la possibilità economica di pubblicare il mio album che sto producendo da sola». Lasciare definitivamente la Sicilia? «Non lo farei mai. Non sono attaccata alla terra, ma lo sono molto alla mia famiglia e agli amici».

La Sicilia

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