Attualità Vittoria 16/04/2014 21:04 Notizia letta: 2063 volte

Il Comitato contro le aste bracca i professionisti delle svendite

Cambio di strategia
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Vittoria -  Nuova manifestazione ieri mattina per il “Comitato contro le aste” che però, questa volta, ha deciso di giocare d'anticipo ed ha organizzato un sit-in davanti allo studio di un delegato professionista alla vendita di Vittoria. Obiettivo:assistere all'asta.

“Appena arrivati abbiamo chiesto di poter assistere, ma il professionista si è rifiutato, affermando che non potevamo partecipare- racconta Angelo Giacchi, componente del Comitato-.  Naturalmente ho spiegato che, sebbene svolta in uno studio privato, l'asta era pur sempre pubblica. A questo punto il delegato ha chiamato in Tribunale per chiedere chiarimenti. Solo dopo questa telefonata ha accettato la nostra richiesta. Una nostra delegazione è quindi entrata ed ha assistito. Durante l'asta, poi, ha chiamato altre due volte in Tribunale sempre per chiedere chiarimenti sull'iter da seguire ed in un caso ha persino chiesto lumi all' avvocato che rappresentava una delle parti intenzionate ad acquistare il bene all'asta. Questi atteggiamenti- aggiunge Giacchi- non hanno fatto altro che confermare quanto sosteniamo da tempo: le aste non vanno svolte in studi privati anche perché alcuni professionisti potrebbero non essere sufficientemente preparati e rischiare di creare problemi. In ogni caso siamo certi che le aste sono eseguite secondo un iter procedurale sicuramente non molto chiaro per questo ribadiamo la nostra richiesta di sospendere lo svolgimento delle aste negli studi privati”.

Sempre secondo quanto riferito dai componenti del Comitato contro le aste stamattina erano presenti due partecipanti interessati all'acquisto del bene: un'azienda agricola, con serre di nuova costruzione in produzione, ricadente in territorio di Vittoria. A volerla acquistare una cooperativa agricola ed un legale che non ha voluto precisare, in quella sede, chi rappresentava. Poiché all'apertura delle buste la cifra offerta era identità si è proceduto all'asta. In breve tempo il prezzo è schizzato dalla base, 228 mila euro, ad oltre 500 mila euro. Ad aggiudicarsi il bene la cooperativa agricola che ha subito sottolineato l'intenzione di voler far continuare l'attività dell'azienda appena acquistata.

A replicare alle dichiarazioni di Giacchi il delegato, Giovanna Cascone, che ha dichiarato: “La telefonata è stata una e l'ho fatta per capire meglio come muovermi dato che, all'improvviso, almeno 30 persone hanno chiesto di entrare nel mio studio. Ho una piccola stanza e, in uno stato di agitazione che potete comprendere, volevo dei chiarimenti. Dal Tribunale, tra l'altro, hanno lasciato a me la decisione ed ho chiesto, per motivi di spazio, che ad entrare fosse una delegazione. Ho parlato con tutti loro precisando che nessuno era lì per rubare e che lavoro cercando di essere sempre corretta. Ho poi chiamato la Polizia per scongiurare ogni possibile gesto sconsiderato. Ritengo, comunque, che uno studio come il mio non sia il luogo deputato a questo tipo di protesta. Debbono rivolgersi al Governo Nazionale, cui vanno chiesti intervenire per aiutare il territorio.

Fra alcuni giorni, inoltre, il Comitato organizzerà una conferenza stampa per, annunciano, “denunciare tutte le anomalie emerse dall'asta di ieri mattina”.  

Nadia D'Amato
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