Attualità Ragusa 17/04/2014 19:19 Notizia letta: 2292 volte

L’assessore Conti: Io? Cacciato per strani interessi

Dopo la defenestrazione
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Ragusa - Rospi ingoiati "per spirito di squadra", e tanti, tantissimi sassolini nelle scarpe pronti a trasformarsi in macigni. L'ex assessore Claudio Conti ieri mattina in conferenza stampa ha espresso il suo punto di vista sul suo allontanamento dall'amministrazione Piccitto. Nelle sue parole c'è amarezza perché è stato inserito in squadra assessoriale in quanto esperto delle politiche ambientali, ma allontanato perché giudicato non adeguato. E va subito giù duro.
"Quando mi sono candidato, avevo aderito perché avevo visto quattro delle cinque stelle del movimento, ovvero rifiuti zero, mobilità sostenibile, energia rinnovabile, acqua pubblica - ha detto Conti aprendo la conferenza stampa - Alla luce di quanto accaduto, posso dire che mi sono sbagliato".
E, tirando fuori un elenco di attività e progetti svolti, ma in verità scarsamente comunicati alla città ("e di questo mi pento"), Conti sciorina un'azione amministrativa che, almeno a parole, sembra davvero inoppugnabile. Altro che lentezza: dalla riduzione dei rifiuti in discarica con il ritiro di 80 tonnellate di ortaggi ancora commestibili e distribuiti a chi ne ha bisogno, agli accordi con la grande distribuzione per ottenere cibo per gli indigenti, dalla possibilità di ottenere punti e sconti sulle tasse per chi si avvale dei centri comunali di raccolta (procedura attiva da maggio), alla gara d'appalto per il ritiro degli abiti usati. Ed ancora dal teleriscaldamento al biogas per gli agricoltori. E poi la gara più importante, la gestione dei rifiuti per sette anni, "una gara trasparente tramite Urega".
Ma messe da parte il suo lavoro, Conti racconta una situazione interna alla Giunta comunale che forse nessuno avrebbe mai immaginato. "Con Piccitto non ci sono problemi personali ma politici. Il vero motivo del mio allontanamento è il conflitto e la diversità di veduta sui principi fondanti dello stesso M5S di Ragusa. Non è vero che uno vale uno. Nell'azione politica e amministrativa del Comune si va avanti a caso. Da tre mesi non c'è più collegialità. In Giunta si esce fuori per stanchezza, non per soluzione. Non c'è discontinuità rispetto al passato, si continuano ad invitare agli appalti alcune vecchie cooperative. E soprattutto non c'è più il confronto vero con il meetup".
Poi Conti lancia una vera e propria bomba. "Non dovevamo andare alla Tares, era sbagliato, potevamo restare alla Tarsu, più conveniente per i cittadini, l'ho detto per ben due volte che era un errore, ma in Giunta qualcuno ha insistito". Infine la questione rifiuti e i rapporti con la ditta Busso. Conti sostiene che da quando ha cercato di far rispettare il capitolato al gestore dei rifiuti, "sono accadute cose strane". In due riunioni, in cui c'era il sindaco, il vicesindaco e appunto la Busso, a Conti è stato chiesto a metà riunione di uscire fuori. In un'altra riunione, in cui c'era il confronto con i sindacati, non è stato invitato. "Evidentemente il capitolato dei rifiuti era qualcosa che non dovevo toccare". Infine la ciliegina: "Non ho avuto la delega all'agricoltura per la pressione di alcuni imprenditori del settore. Questa la mia verità, ora mi aspetto il fango".

Michelangelo Barbagallo
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