Cronaca Ragusa 19/04/2014 14:54 Notizia letta: 5832 volte

Filippo Grasso, il rapinatore abituè della banca Agricola. Video

Bottino di 35 mila euro
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Ragusa - Arrestato dalla Polizia di Stato, Squadra Mobile di Ragusa Sezione Anti-rapine, Commissariato di Modica e Commissariato di Comiso, Filippo Grasso, catanese di 41 anni. L'uomo, ai cui polsi le manette sono scattate con l’ausilio del personale della Squadra Mobile di Catania, è stato arrestato in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ragusa su richiesta del Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa. E' ritenuto responsabile di aver commesso ben 3 rapine nelle province di Ragusa e Siracusa racimolando un totale di quasi 35.000 euro.

A Grasso vengono contestate le seguenti rapine commesse tutte utilizzando un taglierino per minacciare dipendenti e clienti delle diverse filiali della Banca Popolare di Ragusa ed in particolare: il 12 settembre 2013 alla filiale di Modica Alta, dove ha incassato per un totale di 17.000 euro; l'11 febbraio scorso alla filiale di Palazzolo Acreide (in provincia di Siracusa), per un totale di  4.000 euro, e lo scorso 20 febbraio alla filiale di Pedalino, frazione di Comiso, per un totale di più di 13.000 euro.

L’operazione è stata denominata “Abituè” proprio perché il rapinatore aveva scelto come unico obiettivo la Banca Popolare di Ragusa, senza mai “tradire” la sua scelta iniziale in ogni provincia dove si recava. Gli investigatori della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Ragusa, unitamente al personale della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Modica, nel settembre 2013 avevano effettuato un intervento per rapina alla filiale della Banca Popolare di Ragusa di Modica Alta, acquisendo ogni utile elemento d’indagine per risalire all’autore del grave reato commesso con l’uso di un pericoloso taglierino, in quell’occasione puntato alla gola di uno dei cassieri.

Le indagini condotte dagli investigatori della Polizia di Stato sono proseguite ininterrottamente, ma prima ancora di giungere all’esatta identità del rapinatore, che agiva sempre travisato scoprendo una piccola parte del viso, l’uomo ha commesso altre due rapine nel mese di febbraio, una ai danni della filiale di Palazzolo Acreide ed un’altra alla filiale della frazione di Pedalino. Anche in queste rapine Grasso usava sempre il taglierino per minacciare cassieri e clienti. Ancora una volta la Squadra Mobile, questa volta insieme al Commissariato di Comiso, riusciva ad attingere altri elementi utili per riconoscere il rapinatore. Gli indizi raccolti portavano allo studio dei soggetti rapinatori seriali di origine catanese, dato che le vittime avevano più volte specificato che l'uomo si esprimeva con un forte accento etneo. L'uomo oltre a compiere le rapine puntando il taglierino sia ai dipendenti che ai clienti, agiva sempre in pochi minuti: fatto ingresso in banca, si avvicinava alle casse ed estraeva il taglierino. Dopo aver rassicurato i dipendenti, li incitava poi a mettere tutto il denaro in cassa e li minacciava, intimando loro di non chiamare la Polizia.

Gli agenti, dalle analisi dei fotogrammi inseriti nel sistema della banca dati dei detenuti, riuscivano a scorgere una somiglianza con un soggetto arrestato in passato a Catania, ma la foto non era recente. Estrapolata la fotografia, gli operatori di Polizia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Ragusa, hanno raggiunto i colleghi di Catania e con loro hanno effettuato gli accertamenti nel capoluogo etneo, con attività di appostamento ed osservazione nell’abitazione del rapinatore. Una volta avuta certezza che si trattava di Grasso, gli investigatori si sono recati in tutte le filiali rapinate e, attraverso un attento riconoscimento fotografico effettuato dai dipendenti e clienti presenti al momento delle rapine, venivano convalidati gli elementi raccolti mediante la comparazione delle immagini degli impianti di videosorveglianza e delle foto presenti nella banca dati.

L’attività d’indagine è stata condotta dalla Squadra Mobile di Ragusa e dai Commissariati di Comiso e Modica ed il fondamentale apporto della Mobile di Catania. In ogni occasione, infatti, gli investigatori competenti per territorio fornivano un fondamentale apporto alle indagini per giungere all’esatta identità del rapinatore seriale. Il lavoro sinergico ha quindi permesso i di catturare n pochi mesi un pericoloso criminale fermando la sua escalation di rapine per altro pericolose in quanto commesse a mano armata. Ieri il rapinatore è stato catturato nei pressi dell’abitazione della madre dagli uomini della Squadra Mobile di Ragusa, dei Commissariati di Modica e di Comiso e della Squadra Mobile di Catania. La cattura non è stata semplice dato che l’uomo, per ovvi motivi, non ha mai avuto una residenza fissa, né un domicilio temporaneo e nulla risultava a suo carico. Era, insomma, un perfetto sconosciuto all’anagrafe dei residenti. Da qui la scelta di cercarlo presso i familiari con attività di osservazione ed appostamento sotto le abitazioni. Ieri  il pranzo a casa della madre gli è stato fatale. L’uomo ha tentato di fuggire, ma è stato prontamente bloccato. Agli agenti ha poi detto che stavano sbagliando persona, ma al momento della notifica dell’ordinanza non gli è rimasto che complimentarsi con gli agenti per averlo scovato. E' stato quindi sottoposto ai rilievi foto-dattiloscopici presso la Polizia Scientifica e successivamente condotto al carcere di Piazza Lanza di Catania. 

Nadia D'Amato