Cultura Cinema 26/04/2014 13:28 Notizia letta: 4505 volte

C’era una volta Sergio Leone

A 25 anni dalla morte
http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/26-04-2014/1398511698-c-era-una-volta-sergio-leone.jpg&size=667x500c0

 Il 30 Aprile del 1989 moriva Sergio Leone: lo ricordiamo con un articolo di Giuseppe Pitrolo

            Bob Robertson, Don Savio, John Wells: chi sono costoro, se non fra i principali rappresentanti della storia del cinema italiano? La perplessità dei nostri ventiquattro lettori svanirà quando apprenderanno che dietro questi nomi anglicizzanti si nascondevano Sergio Leone, Ennio Morricone e Gian Maria Volonté nei titoli di testa di Per un pugno di dollari, 1964 (annus mirabilis). Fino a questo film, infatti, il western doveva essere obbligatoriamente statunitense, dal produttore, al regista, agli elettricisti,… Ma dopo il primo western di Leone il cinema italiano si impadronì di un nuovo genere, realizzando in un decennio più di 250 pellicole.

            Sergio Leone creò western all ennesima potenza, con tutti gli stereotipi del genere: lo sceriffo imbelle, il vecchietto querulo e onnisciente, la prostituta dal cuore d'oro, il bounty-killer – romantico e cinico – dal passato misterioso, il delinquente assetato di sangue (e di soldi…), il ragazzino ficcanaso e rompiscatole,…

            Eppure Leone, mentre fingeva di rispettare tutti i canoni tradizionali, stravolse, innovò e cambiò totalmente il western: si pensi all’assenza degli indiani; alla fondamentale latitanza di ideali in un universo dominato dal denaro (i primi tre film furono definiti dal regista “la trilogia del dollaro”…); alle iperboli di tanti duelli (la rodomontesca sfida al rialzo fra Clint Eastwood/il Monco e Lee Van Cleef/Colonnello Mortimer in Per qualche dollaro in più; i trielli – ovvero duelli a tre -  finali); alle battute smitizzanti e ammiccanti allo spettatore (“Quando un uomo col fucile incontra un uomo con la pistola, quello con la pistola è un uomo morto”, “Quei due piuttosto che averli alle spalle, meglio averli di fronte, orizzontali…possibilmente freddi”,…). Si pensi all ironico commento musicale di Morricone (il fischio, le campane, la frusta, il marranzano); si pensi alle spiazzanti tipizzazioni da maschere dei personaggi, o buoni, o brutti o cattivi, eppure contemporaneamente - e inaspettatamente – freddi e sentimentali (per tutti, il Joe di Per un pugno di dollari e lo Cheyenne di C'era una volta il west).

            Leone era un grande assemblatore, un regista pre-postmoderno (abbiamo creato un neologismo?) non a caso omaggiato da Carpenter, Zemeckis, Tarantino, i Verbinski (quelli de I pirati dei Caraibi); era infatti un autore capace di unire il Giappone di Yojimbo ed Arlecchino  servitore di due padroni, la guerra di secessione e i romanzi picareschi, l’immediatezza del western e le complicazioni giallistiche della trama, l'’accattivante capacità narrativa e la rappresentazione iperrealistica degli USA di Otto e Novecento, filmati con tutte le loro contraddizioni dalla guerra civile fino al Vietnam e a Yesterday, sintetizzati ed immortalati in quel film summa che è C'era una volta in America: film sull’adolescenza, l'amicizia, l'amore, la speranza, la memoria, e sul tradimento, il disinganno, il fallimento, la vecchiaia.

            E Leone è stato anche un eccellente maestro: ha fatto esordire come sceneggiatori Bernardo Bertolucci e Dario Argento (C’era una volta il West); ha fatto debuttare Carlo Verdone; ha reso Ennio Morricone un artista venerato in tutto il mondo. E non sarà un caso se Clint Eastwood è considerato il maggior regista contemporaneo.  

           

            Sergio Leone è morto venticinque anni fa. Lavorava ad un altra impresa smisurata, bigger than life: l'assedio di Leningrado.

            Ci ha lasciati – buoni, brutti e cattivi – con un film in meno e  tanti rimpianti in più.

LE FRASI CELEBRI

Al cuore Ramon, se vuoi uccidere un uomo devi colpirlo al cuore.

Le cose viste dall'alto fanno sempre meno impressione.

Il Monco: Colonnello, ma tu... sei mai stato giovane?
Colonnello Mortimer: Mh, sì... e anche incosciente come te. Fino al giorno in cui mi accadde un fatto... che mi rese la vita estremamente preziosa!
Il Monco: Quale?... Forse è una domanda indiscreta…
Colonnello Mortimer: No... le domande non sono mai indiscrete. Le risposte lo sono, a volte.

Quando la musica finisce, raccogli la pistola e cerca di sparare. Cerca…

Il Monco: C'è aria di famiglia in quella foto.
Colonnello Mortimer: Succede a volte tra fratello e sorella.

Quando si spara, si spara, non si parla.

Ogni pistola ha la sua voce, e questa la conosco.

Vado, l' ammazzo e torno.

Vedi, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica, e chi scava. Tu scavi.

Levati la pistola e mettiti le mutande.

È un bel tipo mio fratello... Ah sì, perché non te l'avevo detto, ma il capo qui è mio fratello. Insomma, a Roma c'è il Papa e qui c'è mio fratello.

Joe: Uno, due, tre, quattro, cinque, sei... Sei, il numero perfetto!
Sentenza: Non è tre il numero perfetto?
Joe: Sì, ma io ho sei colpi qui dentro...

Mi piacciono quelli grandi e grossi come te, perché quando cadono fanno tanto rumore e quando ti butterò giù io... aaahhh ... ne farai di rumore.

Quando cerco qualcuno lo trovo sempre. Per questo mi pagano.

Sto cercando un mezzo sigaro, con dietro la faccia di un bastardo alto, biondo e che parla poco.

Il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava. Tu scavi.

Come si fa a fidarsi di uno che porta insieme cinta e bretelle, di uno che non si fida nemmeno dei suoi pantaloni?

Ho visto tre spolverini proprio come questi tempo fa. Dentro c'erano tre uomini. E dentro agli uomini tre pallottole.

Noodles, ci rimangono solo dei bei ricordi e se adesso uscirai da quella porta nemmeno quelli ti rimarranno.

Oggi hanno chiesto a te di far fuori Joe, domani chiederanno a me di far fuori te. Se questo sta bene a te, a me non sta bene.

Nessuno t’amerà mai come ti ho amato io. C’erano momenti disperati che non ne potevo più e allora pensavo a te e mi dicevo: “Deborah esiste, è la fuori, esiste!" E con quello superavo tutto. Capisci ora cosa sei per me?

Tu te la porterai dietro per tutta la vita la puzza della strada.

A me piace da matti la puzza della strada, mi si aprono i polmoni quando la sento. E mi tira anche di più.

Fat Moe: Noodles, cos'hai fatto in tutti questi anni?
Noodles: Sono andato a letto presto.

Noodles: I vincenti si riconoscono alla partenza. Riconosci i vincenti e i brocchi. Chi avrebbe puntato su di me?
Fat Moe: Io avrei puntato tutto su di te.
Noodles: E avresti perso.

P. S.

            In questi giorni Nelson Martinico ha pubblicato “Il Buono, il Brutto e il figlio del Cattivo” (Bompiani), un libro geniale e appassionante che, “vent’anni dopo”…, continua le vicende degli anti-eroi leonini: da leggere! 

 

                                                                       

                                                                                                

 

Giuseppe Pitrolo