Attualità Ispica 27/04/2014 13:41 Notizia letta: 2781 volte

La scomparsa del preside Sesto Belisario

Aveva 75 anni
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Ispica - Nella tarda serata di mercoledì è scomparso il preside Sesto Franco Bellisario, aveva compiuto da qualche giorno 75 anni.

Conosciuto in città per il suo impegno scolastico, politico, e di studioso soprattutto nel campo dell'archeologia. Tante le pubblicazioni, gli impegni, le lotte in favore della sua Ispica, non ultima la battaglia intrapresa mesi addietro per far ritornare ad Ispica la nave «Ippos» rivenuta nelle vicinanze di Pantano Longarini, per musealizzarla nella struttura che occupava il macello comunale, sullo spazio adiacente alla zona archeologica del Parco Forza.
Professore di lettere e filosofia per le scuole medie e superiori, viene nominato preside nel 1981. Tutti lo identificano come «educatore di intere generazioni», ha svolto il ruolo di preside sempre con impegno e passione. Negli anni '70 scrive un compendio per lo studio del latino nelle scuole medie. E' stato nominato più volte presidente provinciale dell'Associazione nazionale dei presidi. Sin da giovane è stato attratto dall'attività politica, negli anni 60 viene eletto segretario sezionale del Psiup, ricoprendo la carica di assessore comunale ai Lavori pubblici. Nell'area socialista viene registrata una crisi ed il preside Bellisario preferisce legarsi ad altro schieramento politico scegliendo la Dc, assieme al fratello Quinto. Viene eletto per ben cinque legislature consigliere comunale e nel 2003 centra il bersaglio di consigliere più eletto dal popolo. Al di là del suo impegno politico la sua vita viene caratterizzata soprattutto come appassionato studioso ed archeologo in città, divenendo presidente dell'associazione culturale «Siciliantica». Tante le pubblicazioni, ma il suo impegno più significativo, di eccezionale interesse culturale e storico, etichettato come un il «suo capolavoro», il libro «Cava d'Ispica, la città delle Caverne, in due volumi. E non a caso è diventato oggetto di studio alla facoltà di Architettura dell'università di Palermo. Le altre pubblicazioni: «Porto Ulisse e la città di Apolline», «La stele di contrada Carrubo», «Liberty di Ispica» e «Guida per Cava d'Ispica». Aveva appena finito di scrivere, per essere pubblicato nel corso dell'anno un libro sui «Sindaci di Ispica dal 1782 ad oggi».
 

La Sicilia
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