Attualità Ragusa

Youpolis riflette sul fare teatro a Ragusa

Laddove il teatro non c’è

Ragusa -  Grande partecipazione ieri sera per l'ultimo appuntamento della manifestazione “CantiereCulturaleCentrale” organizzata dall'associazione culturale Youpolis e dal gruppo giovani del Museo della Cattedrale di Ragusa. Dopo 5 mesi di incontri culturali che hanno visto come protagonisti le giovani eccellenze iblee, si è concluso ieri nel migliore dei modi il cartellone culturale che ha fatto riversare nel centro storico di Ragusa superiore moltissime persone per diversi mesi, tra grandi difficoltà ma anche molte soddisfazioni. L'ultimo appuntamento, che concludeva una quattro giorni dedicata all’arte, ha avuto come oggetto di indagine la realtà teatrale in un contesto dove il teatro (come struttura fisica) è quasi del tutto inesistente. Se è vero infatti che la città di Ragusa nel corso degli anni non si è dotata di uno spazio teatrale apposito per accogliere eventi del genere, è anche vero che la voglia di fare teatro tra i ragusani c'è ed è tanta. Lo hanno raccontato ieri i ragazzi del gruppo teatrale Dyonisos, che si sono fatti rappresentanti delle numerose realtà teatrale medio-piccole sparse nella provincia ragusane, piccole entità che però fanno si che l'amore per il teatro e il gusto per il bello non muoia anche all'interno di una città che spesso non accoglie le richieste dei suoi stessi cittadini (l'istituzione di un teatro comunale in primis). La voglia di mettere in scena una storia e di raccontare in maniera diversa un pezzo di vita è la molla che spinge molti giovani ragazzi ad investire in maniera autonoma sul proprio lavoro (talvolta rimettendoci di tasca propria) pur di mettere in scena uno spettacolo. Alla tavola rotonda moderata dalla giornalista Amelia Cartia sono intervenuti numerosi ospiti. Tra questi Maurizio Nicastro, presidente dell'associazione Palco Uno che ha illustrato ad esempio la sua chiara descrizione del fare teatro in città, descrivendo nel dettaglio il curioso "teatro d'appartamento", una realtà singolare sempre più concreta ma soprattutto un esempio per chi vuole fare teatro avendo a disposizione i minimi mezzi. Nonostante tutto, grazie alla lungimirante intuizione della direttrice del Teatro Donnafugata, Vicki Diquattro, che ieri sera ha descritto il suo lavoro, è possibile orgogliosamente vantarsi di possedere, all'interno della bellissima cornice barocca quale Ragusa Ibla, il più piccolo teatro d'Italia. Piccolo ma che vanta già una prestigiosa futura collaborazione con il teatro San Carlo di Napoli, il più grande teatro d'Italia. La parole è poi passata ai giovani che hanno raccontato quanto sia difficile "affermarsi" in un contesto cittadino che è poco abituato ad andare a teatro, diversamente da altre realtà all'interno della provincia come Comiso, Vittoria, Modica. Tale difficoltà tocca tutti i genere teatrali, da quello impegnato descritto dai giovani del gruppo Dyonisos a quelli più leggeri come il cabaret raccontato dai giovani artisti iblei Giosè e Nando Chessari. Generi diversi che però confluiscono nell'amore per la narrazione e il racconto. Esempio mirabile è stato anche il contributo dell’attrice e regista Cristina Gennaro in rappresentanza dell'associazione culturale "Servi e Padroni" che ha raccontato come a prescindere da tutto esista un "pubblico ragusano" che ha voglia di culturale e di vedere in scena cose belle. E a proposito di belle iniziative, si è conclusa ieri anche la mostra d’arte giornale promossa sempre nell’ambito del progetto “CantiereCulturaleCentrale” e che ha visto esporre Eliana Agosta, Manuela Arrabita, Carmelo Blanco, Gaetano Bruno, Luigi Denaro, Elena Giampiccolo, Patrizia Gulino,  Jessica La Terra, Damiano Pluchinotta e Leandra Russo, Claudia Vicinale. 

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