Cronaca Ragusa 28/04/2014 13:21 Notizia letta: 2522 volte

Spezza le costole alla moglie, arrestato

E’ un algerino
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Ragusa - I carabinieri della Stazione di Ragusa Ibla hanno arrestato un algerino per aver malmenato per l’ennesima volta la (ormai ex) convivente.  Dopo l’ennesimo caso delittuoso i militari sono infine riusciti a dichiararlo in stato d’arresto e sottoporlo agli arresti domiciliari presso l’abitazione della sorella, nella parte superiore di Ragusa, quindi abbastanza lontano da Ibla dove abita l’ex convivente.

 

I militari   sono riusciti a ricostruire l’intera storia e forse non sarebbero arrivati all’arresto – con un concreto rischio per la vita della donna se lui fosse rientrato in casa – solamente grazie al provvidenziale intervento di un’autoambulanza della Croce Rossa Italiana, mandata a casa della donna dal 118. La pattuglia dei carabinieri, visto passare il mezzo di soccorso e capito che c’era qualcosa di grave in ballo, lo ha seguito scoprendo tutta la vicenda.

Il tutto è iniziato l’altra sera, sul tardi. L’uomo, il 39enne algerino Rachid Bettabghor, personaggio da tempo noto ai carabinieri e residente da anni in Italia, incontra per caso l’ex convivente in giro per Ibla. Non la vede da fine gennaio quando i carabinieri, su ordine del giudice, gli notificano la misura cautelare dell’allontanamento da casa, scaturita dopo diversi interventi operati dai militari nella casa della coppia dove la donna era ripetutamente vittima delle angherie e delle violenze dell’uomo.

I due chiacchierano e lui riesce a convincerla ad andare a casa da lei. Una volta arrivati i toni si fanno accesi. Non sono ben chiari i motivi, sebbene pare si trattasse di un debito di lui verso lei. L’uomo, forse messo verbalmente alle strette dalla donna, passa alle maniere forti e la prende a calci e pugni. Pare che in questa occasione lui le abbia sferrato il calcio al costato che poi porterà i medici a riscontrare una frattura. Lei comunque riesce a buttarlo fuori dalla porta. Lui, evidentemente furibondo, sale dal pluviale ed entra dalla finestra aggredendola nuovamente. A questo punto, svegliati dalle urla dei due in piena notte, i vicini sono tutti alle finestre e in strada e qualcuno chiama la polizia. Agli agenti, arrivati in fretta e furia, però la donna nasconde la ferità e omette di riferire d’esser stata picchiata, riducendo tutto a una lite con l’ex. Quest’ultimo viene allontanato e tutto ritorna alla normalità.

Ma poco dopo la donna si sente male e non riesce a respirare, chiama quindi il 118. Ed è a questo punto che i militari, vista l’ambulanza si accodano e arrivano sul posto. LA donna, evidentemente ancora psicologicamente succube del suo carnefice, ribadisce la versione delle difficoltà respiratorie ma i paramedici insistono per accompagnarla al pronto soccorso e infine ci riescono. Nel frattempo i carabinieri raccolgono le testimonianze dei vicini ma soprattutto trovano nei paraggi il Bettabghor e lo fermano. In ospedale i medici notano le “ammaccature” della poveretta e scoprono che ha una costola fratturata, la ricoverano con una prognosi superiore ai venti giorni. I militari hanno quindi arrestato l’algerino e lo hanno condotto in caserma. Qui l’hanno sottoposto ai consueti rilievi foto-dattiloscopici per poi, informato il pubblico ministero dott. Marco Rota, condurlo agli arresti domiciliari ove permarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria.

I carabinieri, nell’augurarsi che in questa occasione la donna abbia definitivamente aperto gli occhi e capito con che razza di essere avesse a che fare, stanno ora valutando gli elementi in loro possesso per proporre l’uomo per la misura dell’espulsione per motivi di sicurezza pubblica.

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L’ennesimo caso di comportamenti persecutori nei confronti di donne, fortunatamente anche in questa occasione l’Arma, come tutti i giorni dal 1814, vigila per “ricercar e inseguire i malfattori” “per sempre più contribuire alla maggiore felicità dello stato e alla protezione e difesa dei buoni”.

Redazione
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