Cronaca Ispica 29/04/2014 13:48 Notizia letta: 2434 volte

Caso Lucenti, 73 cani in attesa di adozione

Anche uno stallo momentaneo
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Ispica - Cambiano i numeri ma la sostanza resta la stessa. 73 cani hanno urgente bisogno di uno stallo momentaneo in attesa di adozione. Si trovano a Ispica. Sono quelli intestati al sig. Giovanni Lucenti, di recente morto prematuramente all’età di 68 anni, che vivono in una situazione precaria, in box di fortuna e in condizioni non ottimali.

Al controllo effettuato il 24 aprile dai volontari di diverse associazioni erano stati contati 70 cani. Domenica una pastorina tedesca, con tumore alla mammella e piena di zecche, non ce l’ha fatta. E per una vita spenta se ne sono accese 4, in quanto una cagnetta ha partorito. In attesa che una ditta specializzata rimuova il corpo, la pastorina è stata lasciata sul posto. L’Asp, contattata, afferma che “è compito del Comune, e quest’ultimo dovrà provvedere alla rimozione o autorizzazione all’interramento”.

Alcuni cani sono da curare, altri sono adottabili sin da subito, non certo prima che vengano sverminati e siano trattati con antiparassitari. I volontari lo hanno più volte fatto presente. Dall’Asp informano che “spetta al Comune”. Un dato di fatto è che i cani necessitano degli antiparassitari e va disinfestato l’ambiente. Troppe zecche, qualcuna rinvenuta anche sui vestiti di qualche volontario. È necessario provvedere presto.

Ieri è stato effettuato un sopralluogo congiunto di Asp, vigili urbani e volontari. È stato fatto un nuovo censimento e si attende la conferma degli stalli in cui dislocare i 73 cani che non possono più stare lì sia per le condizioni in cui si trovano sia perché il terreno è del fratello del deceduto Lucenti, che sta concedendo ai volontari di entrarvi e occuparsi degli animali. I volontari, infine, si sono organizzati in turni per potere sfamare quotidianamente le bestiole, ma non potranno farlo a lungo.

“I figli di Lucenti hanno rinunciato ai cani, come permette loro la legge – dicono alcuni volontari -. Non ne vogliono sapere. Il sig. Lucenti era divenuto una valvola di sfogo per il randagismo”. I figli di Lucenti nei giorni scorsi avevano denunciato come finanche alcuni rappresentanti di istituzioni lasciavano i cani al padre. Hanno lamentato, inoltre, di avere più volte chiesto aiuto restando inascoltati.

La situazione è venuta a galla da tempo. Dopo una denuncia intervennero i Nas a effettuare il sequestro dei cani. Il Comune allora dovette provvedere a effettuare una bonifica dell’area nella quale c’erano rifiuti speciali, ovvero carcasse con cui venivano sfamati i cani, dovendosi rivalere sulla famiglia che però non può sostenere il costo dell’operazione. Da allora si deve arrivare alla morte del sig. Lucenti per potere iniziare a raccontare di qualche cambiamento, che è quello in corso in questi giorni. 

Valentina Raffa
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