Cronaca Ragusa 29/04/2014 11:15 Notizia letta: 13297 volte

Droga, asse Napoli-Ragusa-Modica-Scicli. 49 indagati. Al vertice un netturbino sciclitano

La base è Scicli
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Ragusa - Un operatore ecologico col vizio dello spaccio di droga, per arrotondare, anzi i guadagni, per la sua seconda attività, quella illecita, erano più cospicui. Spacciava cocaina e hashish. L’uomo è ritenuto essere a capo di un’organizzazione criminale armata e strutturata in forma militare ed aveva base a Scicli. Contava su rilevanti finanziamenti di un imprenditore edile incensurato. I due sciclitani, entrambi insospettabili, di 45 anni uno e 46 anni l’altro, erano finiti nel mirino dei Carabinieri, che li hanno indagati assieme ad altre 47 persone, raccogliendo prove a loro carico con intercettazioni e pedinamenti nell’operazione antidroga «Pentagono».

 

Del gruppo facevano parte anche tre giovani casalinghe imparentate tra loro che si occupavano della contabilità, effettuando i pagamenti per lo stupefacente addirittura con vaglia postali fino a 5mila euro. La droga viaggiava lungo l’asse Campania – Sicilia. Il capoluogo etneo era il centro di smistamento della droga nel Ragusano, nell’ambito di un grosso giro di spaccio gestito da una consorteria criminale strutturata in tre organizzazioni a Napoli, Catania e Scicli e composta da 49 indagati.
La droga veniva spacciata a Vittoria, Modica, Ispica, Pozzallo e Scicli, quartier generale dell’organizzazione iblea composta da 16 persone. Altri 9 compici facevano a Catania da anello di congiunzione con il gruppo di Napoli. Erano invece 24 i corrieri e i pusher. Tre di loro furono arrestati nel 2008 a Catania e Scicli. I Carabinieri hanno ora notificato gli avvisi di conclusione delle indagini coordinate dalla Dda etnea e scattate nel 2007, quando un giovane sciclitano forse implicato nel giro fu ferito con un colpo d’arma da fuoco. Il Comandante provinciale dei Carabinieri di Ragusa, Salvo Gagliano, e dal Capitano della Compagnia di Modica Edoardo Cetola(nella foto), hanno spiegato i dettagli in conferenza stampa.

49, come si diceva, le persone indagate nella maxi operazione antidroga denominata “Pentagono” eseguita dai carabinieritra le province di Ragusa, Catania e Napoli. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e concorso in detenzione di armi e droga.  I militari hanno notificato un provvedimento di “informazione di garanzia e avviso alla persona sottoposta alle indagini di chiusura delle indagini preliminari”, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania.

L’inchiesta,  avviata dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Modica ha consentito di scoprire una pericolosa gang criminale a Scicli inserita a pieno titolo in una più vasta e articolata rete del narcotraffico che operava tra le province di Ragusa, Catania e Napoli. Gli investigatori hanno ricostruito collegamenti, ruoli e funzioni di capi e gregari di una vera e propria organizzazione militare dedita allo smercio di ingenti quantitativi di hashish e cocaina sequestrati in varie operazioni dei Carabinieri sin dal 2007.

 

Il comunicato dei carabinieri

 

Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, concorso nella produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi da fuoco, sono queste le accuse, a vario titolo, per 49 persone indagate nell’ambito di una lunga attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Modica.

Come disposto dalla competente Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, i Carabinieri hanno notificato ai 49 indagati l’avviso della chiusura delle indagini preliminari e la contestuale informazione di garanzia e sul diritto di difesa.

I reati, cosi come accertato dai militari dell’Arma, sono stati commessi, tra l’anno 2007 ed il 2008, nei comuni di Scicli, Modica, Pozzallo, Ispica e Catania.

L’indagine è partita nel marzo del 2007 quando, a Scicli, venne ferito con un colpo di arma da fuoco Guglielmo Fidone e, pertanto, sotto la direzione della Procura di Modica, i Carabinieri indirizzarono le attività investigative nei confronti di alcuni pregiudicati sciclitani.

Dall’indagine condotta dai Carabinieri, a seguito di quell’evento, è emersa la presenza, sul territorio sciclitano, di un sodalizio criminale dedito ad un intenso traffico di sostanze stupefacenti.

Le successive indagini, condotte anche sotto la direzione della DDA di Catania, permettevano ai militari dell’Arma di delineare la struttura dell’associazione criminale, ben organizzata e composta da 16 persone di cui, quali promotori, due pregiudicati sciclitani, tra i quali un operatore ecologico.

All’interno dell’associazione criminale, i carabinieri hanno ricostruito i diversi ruoli degli associati, che, con precisi compiti ed incarichi, curavano nel dettaglio tutte le attività del sodalizio.

In particolare, 8 indagati, di cui 2 donne, si occupavano materialmente dello spaccio e della successiva riscossione dei relativi proventi, 5 erano i “corrieri” di fiducia che, periodicamente, effettuavano veri e propri viaggi tra Napoli, Catania e Vittoria per reperire le sostanze stupefacenti da destinare poi al mercato della provincia iblea ed infine, un altro uomo, sciclitano, imprenditore edile, ricopriva il ruolo di finanziatore infatti forniva all’associazione i fondi per l’acquisto dello stupefacente destinato allo spaccio.

I canali di approvvigionamento dello stupefacente erano principalmente Catania, Napoli e Vittoria mentre l’attività di spaccio avveniva tra i comuni di Modica, Scicli, Ispica e Pozzallo.

Nel corso dell’attività, tra l’altro, è stata accertata la pericolosità del sodalizio criminale infatti, 2 associati avevano nella disponibilità alcune armi da fuoco, spesso utilizzate come forza intimidatrice nelle attività illecite e che, pertanto,  hanno aggravato la posizione degli indagati, trattandosi di associazione armata.

Nell’ambito della stessa indagine, i Carabinieri hanno individuato un altro sodalizio criminale dedito allo spaccio di stupefacenti e che operava nel comune di Catania, composto da 9 soggetti, di cui tre donne, imparentati tra loro, con a capo un uomo catanese che faceva da anello di congiunzione con l’associazione criminale di Scicli alla quale procurava lo stupefacente da destinare poi al mercato della provincia iblea.

Diverse le sostanze stupefacenti trattate dagli indagati, in particolare però, i Carabinieri hanno riscontrato un maggiore interesse per la cocaina e l’hashish che, dopo l’approvvigionamento tra Catania, Napoli e Vittoria, venivano spacciate nei comuni di Scicli, Modica, Pozzallo e Catania.

I Carabinieri, nel corso delle indagini, hanno proceduto all’arresto in flagranza di due soggetti, facenti parte dell’associazione criminale di Scicli, che, di rientro da Napoli, ove si erano approvvigionati di sostanza stupefacente, venivano trovati in possesso di 550 gr. di cocaina.

Qualche settimana dopo, i militari dell’Arma avevano proceduto all’arresto anche di un componente dell’associazione di Catania, trovato in possesso di diverse dosi di cocaina.

L’intensa attività investigativa dei Carabinieri ha permesso inoltre di individuare altre 24 persone, tra le quali 10 donne, alcune addirittura tra i 19 e i 21 anni che, in concorso tra loro, hanno svolto attività di spaccio di sostanze stupefacenti nei comuni di Scicli, Modica, Ispica, Pozzallo, Vittoria e Catania.

Con l’indagine “Pentagono” svolta dai Carabinieri della Compagnia di Modica, per la prima volta viene individuata la presenza, nel comune di Scicli, di un’associazione criminale, ben organizzata, armata e con un’impostazione gerarchica, finalizzata alla gestione del traffico di sostanze stupefacenti nella provincia iblea.

Redazione
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