Cronaca Modica 01/05/2014 13:12 Notizia letta: 2070 volte

La banda dei cellulari? Fatta da stranieri e italiani

Una singolare integrazione culturale
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Modica -  Sarebbe formata da giovani stranieri e qualche italiano la “banda dei cellulari”, un gruppo organizzato di ragazzini che vessano i coetanei per sottrarre loro i cellulari. Certo non è questo che si intende quando si auspica una piena socializzazione interculturale.

Il gruppetto, il giorno prima di Pasqua, ha avvicinato quattro minorenni modicani e li ha costretti a consegnare i telefonini di ultima generazione, minacciandoli di non raccontare nulla una volta arrivati a casa. L’episodio si è verificato nella piazzetta antistante il Comune, dove insistono diverse attività commerciali.

È qui che è avvenuto il primo approccio con le vittime, ma la sottrazione materiale dei cellulari di ultima generazione è stata effettuata in un vicolo poco distante, lontano da occhi indiscreti. È lì che la banda ha portato i coetanei per mettere a segno il colpo.

L’episodio è stato denunciato dai genitori dei minorenni ai carabinieri della Compagnia di Modica che hanno avviato le indagini. Sono anche state effettuate diverse perquisizioni domiciliari per individuare gli autori delle rapine, che hanno agito come nulla fosse, a volto scoperto, facendo leva sull’intimidazione.

Ma se ciò è servito per un po’, alla fine la verità è venuta a galla. Importante è stata proprio la testimonianza delle vittime ai genitori. In un primo momento i ragazzini, impauriti dalle minacce e dagli schiaffoni volati al loro diniego alla consegna dei cellulari, avevano nascosto quanto accaduto. La versione fornita ai familiari era uguale da parte di tutte le vittime. Sostenevano di avere perso il cellulare mentre passeggiavano per i vicoli del centro storico. I genitori, comunque, credendo a quanto riferito dai figli, si sono messi alla ricerca dei cellulari. Ma ovviamente non ce n’era nemmeno l’ombra. A quel punto, i ragazzini non hanno più retto alla bugia e, seppure spaventati, hanno raccontato la verità.

La baby gang confidava nel fatto che le vittime, spaventate dalle minacce e dalle botte, non avrebbero parlato. Ma per fortuna così non è stato e adesso hanno il fiato dei militari dell’Arma sul collo. Sarebbero stati già individuati. Gli episodi ascrivibili alla banda sono diversi. Essendo, inoltre, pressochè simile il modus operandi messo in atto in altri episodi denunciati alla polizia, potrebbero essere davvero numerosi i reati riconducibili a questa baby gang. 

Valentina Raffa