Attualità Vittoria 02/05/2014 17:47 Notizia letta: 2075 volte

Tagli alla polizia di Vittoria, Udc preoccupato

Polstrada a rischio
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Vittoria -  Dopo che il Consiglio comunale di Vittoria ha approvato la mozione in cui si invita il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio, il ministro dell’Interno a rinunciare alla chiusura del distaccamento della sezione cittadina della Polstrada, e il prefetto di Ragusa a incontrare la conferenza dei capigruppo, l’Udc cittadino, che per primo aveva sollevato perplessità rispetto ai percorsi avviati, ha diffuso un documento in cui si manifesta tutta la propria preoccupazione per una serie di decisioni che rischiano di ripercuotersi sulla sicurezza dei cittadini.

“In nome di una strana e improbabile spending review – è scritto nel documento dell’Udc di Vittoria – stiamo assistendo al tentativo di smantellare, piano piano, i presidi di legalità e sicurezza presenti sul nostro territorio. Lo abbiamo visto con la soppressione della sezione distaccata del Tribunale e ora ci si riprova con il distaccamento della Polizia stradale che già nel 2007 fu oggetto di attenzione per una possibile chiusura che ai tempi, però, si riuscì a stoppare grazie alla mobilitazione delle forze politiche e sociali. Il piano Cottarelli prevede la chiusura di trecento uffici di polizia di cui il dieci per cento solo in Sicilia. Nella nostra provincia è prevista la chiusura della polizia postale, del distaccamento di polizia stradale di Vittoria e della Polfer, già da tempo, in realtà, non attiva. La polizia stradale rappresenta un presidio importante per la nostra città. E’ l’unico distaccamento in provincia formato da otto unità. Nonostante l’esiguo numero, il distaccamento garantisce rendimenti eccezionali. Quasi settecento pattuglie all’anno, duecento comunicazioni di notizie di reato e quasi cinquemila contestazioni-violazioni accertate al Codice della strada. Ecco perché abbiamo definito strana questa spending review in quanto propone di tagliare anche uffici che non risultano più attivi. Si tratta di un piano di risparmio che vede nelle forze di polizia non certo una risorsa per la collettività ma una vera e propria spesa su cui si è agito con tagli lineari, senza prendere in considerazione le specialità dei reparti e le peculiarità del territorio. Con questo piano, a farne le spese saranno dunque i cittadini e la loro sicurezza. Attualmente, la polizia di Stato, stando ai dati forniti dal ministero dell’Interno, fa registrare un deficit di quindicimila unità. In tre anni il deficit arriverà a 22mila. Con questa carenza di numeri sarà difficile, per le forze dell’ordine garantire la sicurezza delle nostre città. I sindacati di polizia hanno da tempo indicato qual è la strada da seguire, proponendo piani di risparmio più netti di quelli ipotizzati dalla commissione sulla spending review. La vera strada da seguire è l’accorpamento e l’unificazione delle forze di polizia. Perché l’Italia, oggi, non si può più permettere sette corpi di polizia tra locali e nazionali, non si può più permettere, in due parole, corpi fotocopia. Occorre, dunque, una ipotesi di risparmio che non infici efficacia ed efficienza dei servizi per la sicurezza. Infatti, nel nostro caso non si capisce qual è il risparmio ipotizzato perché la struttura in cui si trova la Polstrada di Vittoria è in affitto e continuerà ad essere pagata dal ministero in quanto sarà occupata dagli uffici del commissariato. L’unico risultato che si ottiene è a discapito della sicurezza della nostra città che perde un altro presidio importante”. E l’Udc di Vittoria prosegue: “Già nella conferenza dei capigruppo che ha preceduto il Consiglio, i sindacati di polizia hanno illustrato le loro future azioni ma occorre che la politica intervenga con la deputazione nazionale e regionale perché alla nostra città non può essere scippato un presidio simile. Ecco perché, da parte nostra, è arrivato un sì convinto alla mozione. Ma occorre non abbassare la guardia perché questa sospensione delle procedure non ci piace così come è stata ventilata. Non vorremmo che dopo il 25 maggio, data delle elezioni europee, tutto tornasse come prima”.

Redazione