Cronaca Modica 04/05/2014 18:37 Notizia letta: 2466 volte

Immigrazione, il sindaco di Modica: da soli non ce la facciamo

La misura è colma
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Modica -  È emergenza immigrazione. Si è tirato a lungo la corda, con una convivenza forzata e una situazione che ha visto l’ancestrale vocazione del popolo siciliano all’accoglienza dialogare animatamente con una realtà esasperata di flusso migratorio incessante. La corda si è spezzata. I cittadini adesso chiedono attenzione e montano le prime proteste. Domani alcuni genitori di alunni di Modica non manderanno in gita i figli perché gli autobus sarebbero gli stessi utilizzati per trasferire gli immigrati da un posto all’altro del territorio e non verrebbero disinfettati di volta in volta.

Il sindaco di Modica, Ignazio Abbate, parla di “emergenza sanitaria”. “La Regione siciliana e il Governo nazionale devono immediatamente intervenire – dice –”. I casi conclamati di tubercolosi, scabbia e uno di Aids, citati dal sindaco in una nota ufficiale, destano preoccupazioni, soprattutto se si pensa che numerosi immigrati sono fuggiti dai centri di accoglienza dell’isola.

“L’ospedale Maggiore di Modica, già in difficoltà per la carenza di posti letto e di personale – dice Abbate - non è in grado attualmente di supportare ulteriori ricoveri, tra l’altro particolarmente impegnativi e gravosi nell’ambito infettivologico. E non si è a conoscenza di eventuali casi non intercettati”.

Il sindaco di Modica si rivolge alle autorità competenti perché siano disposte delle “azioni migliorative nella gestione dell'emergenza sbarchi e nei controlli sanitari, potenziando le cure mediche nei centri di accoglienza”. E c’è anche tempo per rintracciare responsabilità. “L'appello rivolto alle autorità superiori – dice il primo cittadino della Contea - scaturisce dall'immobilismo di una gestione fallimentare dell'Asp ragusana che da anni ignora le esigenze di un territorio che sistematicamente viene depauperato delle proprie strutture e che non riesce a dare risposte concrete già ai soli cittadini del comprensorio modicano”.

L’appello di Abbate è rivolto al Governo nazionale perché individui altri scali rispetto a quello pozzallese per fronteggiare l’emergenza. E il richiamo è anche all’Europa, perché intervenga. “Non si può più tollerare il silenzio delle istituzioni e l'assenza di misure idonee per prevenire il pericolo di contagio per coloro che si trovano o possono trovarsi in contatto con immigrati che non abbiano ricevuto un'adeguata profilassi preventiva. Non può il problema essere di esclusiva competenza del porto di Pozzallo, dell'ospedale Maggiore di Modica e dei comuni limitrofi, ma deve essere l'intero territorio nazionale a programmare gli interventi necessari per fornire cure idonee e adeguata accoglienza a quanti nei prossimi mesi, approfittando della stagione estiva, approderanno nel nostro territorio, anche alla luce del fatto che questi sbarchi sembrano avere una pianificazione già stabilita nel paese di provenienza”.

Alla Prefettura di Ragusa si chiedono “interventi incisivi” per rassicurare i cittadini sulla sicurezza. Il consigliere modicano Tato Cavallino ha scritto al prefetto Annunziato Vardè sul problema della disinfezione dei pullman, sollevato dal consigliere Michele Colombo. E fa capolino la proposta del consigliere Massimo Puccia di creare una commissione specializzata nel fenomeno dell’immigrazione. “Necessitano maggiori controlli e disposizioni da parte del Governo e dall'Europa per un periodo di isolamento o quarantena – dice Puccia - che garantisca alla popolazione che le persone che vengono accolte nei centri e poi autorizzate a muoversi liberamente nelle nostre città non siano portatrici sane di qualche patologia che la nostra popolazione non sarebbe in grado di combattere prontamente, con adeguate difese immunitarie”. 

Valentina Raffa
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