Cronaca Modica

Immigrazione, la psicosi degli scuolabus a Modica

"L’emergenza"

Modica -  È polemica. È allarme. È caos. L’accoglienza ad oltranza degli immigrati sta suscitando preoccupazioni nei cittadini. Il sindaco, Ignazio Abbate, parla di “emergenza sanitaria”. E già da domani alcuni genitori boicotteranno la gita scolastica per i propri figli. Gli autobus utilizzati per le gite, infatti, sarebbero gli stessi di quelli utilizzati fino al giorno precedente per trasferire gli immigrati. Si teme il contagio di qualche malattia.

A farsi portavoce di queste preoccupazioni è il consigliere Michele Colombo de Il Megafono. “Visti i casi conclamati di tubercolosi, scabbia e un caso addirittura di Aids, il rischio di contagio sembrerebbe elevato – dice il consigliere che si appella al sindaco quale massima autorità sanitaria in città perché verifichi le procedure attuate dalle compagnie di trasporto -”. Abbate rassicura sugli scuolabus utilizzati per il trasporto scolastico. “Sono solo per gli studenti – dice –”.

Incomprensioni tra i due a parte – col sindaco che ritiene l’interrogazione di Colombo allarmismo, salvo poi parlare di “emergenza sanitaria”, e il consigliere che rigetta e che chiede risposte certe – il primo cittadino ribadisce la sicurezza degli scuolabus, e dichiara che “per quanto concerne i pullman impiegati nelle gite scolastiche è competenza della scuola e del dirigente scolastico vigilare sulle condizioni in cui versano”.

Abbate rivolge poi un appello alle istituzioni perché intervengano in supporto all’operato dell’ospedale Maggiore e dei centri di accoglienza del territorio. “L’ospedale Maggiore, già in difficoltà per la carenza di posti letto e di personale non è in grado di supportare ulteriori ricoveri, tra l’altro particolarmente impegnativi e gravosi nell’ambito infettivologico – dice -. Ad oggi numerosi casi di queste patologie hanno costretto la struttura ospedaliera ad affrontare i problemi con seria difficoltà, ed inoltre non si è a conoscenza di eventuali casi non intercettati. Emerge un serio problema sanitario nel territorio e mi rivolgo soprattutto alle autorità competenti affinchè attuino azioni migliorative nella gestione dell'emergenza sbarchi e nei controlli sanitari. E' necessario potenziare le cure mediche già nei centri di accoglienza, monitorando  la presenza di patologie per evitare il pericolo di contagio. L'appello rivolto alle autorità superiori – conclude - scaturisce dall'immobilismo di una gestione fallimentare dell'Asp ragusana che da anni ignora le esigenze di un territorio depauperato delle proprie strutture. E' una questione che investe tutta l'Europa e non si può più tollerare il silenzio delle Istituzioni e l'assenza di misure idonee per prevenire il pericolo di contagio per coloro che si trovano o possono trovarsi in contatto con immigrati che non abbiano ricevuto un'adeguata profilassi preventiva”.

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