Attualità Modica 06/05/2014 23:51 Notizia letta: 4550 volte

Immigrazione, le mamme di Modica a la vita in diretta

La rivolta
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Modica - Preoccupate, ansiose, nel panico. 

Gli scuolabus, gli immigrati, La vita in diretta, con Franco di Mare, per dire no all'ondata di profughi e di immigrati sulle coste siciliane. 

Le mamme modicane prendono la parola in tv, nella tv nazionale, fino a far esclamare, su Facebook, all'ex sindaco Piero Torchi: "Non si riesce a capire che i danni fatti al territorio ed alla città da trasmissioni come la Vita in diretta oggi a Modica sono irreversibili e rischiano di vanificare gli sforzi di tanti operatori privati che cercano a proprie spese di promuovere il territorio invece di esibirsi in ridicole sfilate. A queste trasmissioni non si va ospiti, ma li si caccia dalla città a calci in culo!!"

Il sindaco Abbate incontra il Prefetto 

Focus in Prefettura ieri mattino sulla situazione sanitaria in provincia a seguito del flusso incessante di arrivi di immigrati. Il prefetto, Annunziato Vardè, ha incontrato il sindaco di Modica, Ignazio Abbate, che nei giorni scorsi aveva parlato di “emergenza sanitaria” richiedendo l’intervento immediato della Regione siciliana e del Governo nazionale.

“E’ tutto sotto controllo. Non c’è pericolo di diffusione di malattie – dice il prefetto -. L’attività di sorveglianza prevista dal piano di soccorso e assistenza prevede una prima visita sulla nave militare che soccorre gli immigrati, una seconda è effettuata appena avvenuto lo sbarco, e, infine, c’è una visita di secondo livello nei centri di primo soccorso con medici convenzionati”.

I casi conclamati sul territorio di scabbia, uno di Aids e tubercolosi – questi ultimi riguardano, come informa il prefetto, non immigrati appena sbarcati quanto tre cittadini rumeni stanziali sul territorio - hanno allarmato Abbate, che ha fatto presente l’impossibilità per l’ospedale Maggiore di Modica di fare fronte a tutte le emergenze conseguenti agli sbarchi e la necessità “di un potenziamento sia del nosocomio, data la carenza di personale e posti letto, che del Centro di accoglienza di Pozzallo”.

“A seguito dell’incontro è stato deciso di profondere tutti gli sforzi possibili – commenta Abbate –. Per questo sarà effettuata una visita di secondo livello nel Cpsa. Ogni immigrato avrà una sua scheda personale, che sarà aggiornata quotidianamente. Da massima autorità sanitaria sul territorio non potevo che farmi portavoce delle preoccupazioni dei cittadini e operare affinchè sia garantita massima sicurezza a tutti”.

Il prefetto informa, inoltre, che, a seguito di un vertice con l’Asp, si è deciso di effettuare una sorverglianza sindromica giornaliera su tutti gli ospiti del Cpsa di Pozzallo. Questo garantirà l’individuazione di eventuali sintomi iniziali di possibili malattie.

Per fare il punto della situazione e verificare il piano d’intervento che sarà messo in atto nel nosocomio modicano e nel Cpsa di Pozzallo – dice il sindaco Abbate – ci sarà un incontro a Modica, alla presenza del prefetto e dei vertici sanitari provinciali e regionali”.

In vista dell’imminente stagione estiva, che se da un lato dovrebbe attirare sul territorio un flusso considerevole di turisti, dall’altro sarà anche da sprone per nuovi sbarchi, Abbate vuole agire d’anticipo. “Bisogna studiare sin da ora un piano – dice –”.

Dopo la protesta di alcuni genitori che, preoccupati per l’incolumità dei propri figli, hanno boicottato la gita temendo che gli autobus utilizzati siano gli stessi usati fino al giorno prima per trasferire gli immigrati e senza che sia effettuata una disinfezione, Abbate aveva chiesto “azioni migliorative nella gestione dell'emergenza sbarchi e nei controlli sanitari”. Immediato l’intervento del prefetto. “Le ditte che si occupano del servizio di trasporto per gli immigrati – dice Vardè - dovranno presentare un’autocertificazione d’avvenuta sanificazione dei mezzi o l’attestazione che per gli studenti e i cittadini in generale la ditta utilizza altri autobus”.  (Valentina Raffa"

Redazione