Scuola Scicli 06/05/2014 00:29 Notizia letta: 2400 volte

Per dire bellezza, da Scicli verso Noto

Alla scoperta del bello
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Scicli -  Comincia alla piccola ma non disusata stazione ferroviaria di Scicli il viaggio suggestivo di tredici alunni della media Don Milani di Jungi. La campanella trilla per annunciare l’arrivo del treno, due o tre vagoni – non di più, per legare un lembo breve di Sicilia sudorientale – dove i ragazzi provano il loro inglese coi turisti e incrociano gli sguardi assorti dei viaggiatori abituali, pendolari ancora legati a questo mezzo del trasporto, antico e forse demodé, ma ancora abile a cullare pensieri, a disperdere emozioni nelle visioni colorate paesaggistiche.

Oggi la meta fisica è la città di Noto, gemma architettonica del barocco, che vale certo la visita guidata in programma. Ma l’itinerario ideale è assai più ampio, porta a una meta che i manuali ci educano a percepire come Bellezza. L’occasione della trasferta è infatti la manifestazione culturale “Per dire Bellezza”, nata da un progetto di Luisa Mazza, collaborata da Tiziano Broggiato. Una kermesse che oggi vive la sua seconda edizione e che propone parola di dialogo tra studenti e poeti, intorno al concetto cardine di Bellezza. Il la alla conversazione viene dato dagli alunni, che hanno composto i primi tre versi d’una poesia, declinando il tema nei suoi versanti estetici ed etici, se è vero, come ci ha insegnato la linfa greca pulsante nel nostro dna, che kalós deve fare necessariamente binomio con agathós.

Questa la posa della prima pietra, dalla quale si scatena la fantasia sensitiva di noti poeti, nazionali e siciliani, Davide Rondoni, Maria Attanasio, Angelo Scandurra, Tiziano Broggiato, Nicola Bultrini, Sebastiano Burgaletta, Milo De Angelis, Antonio Di Mauro, Alberto Toni: membri d’una commissione istituita ad hoc, per selezionare le idee più profonde dei ragazzi e per continuarle con le malizie perite dell’artigianato poetico.

I risultati di questa sorta di ‘scrittoio’ condiviso a distanza sono stupefacenti, anche perché, ce lo assicurano gli stessi prof., non c’è stato nessun intervento da parte dei docenti, che hanno consentito agli allievi di declinare bellezza soggettiva e oggettiva, piacevolezza delle sensazioni da essa rimandate, nutrite dalla personale memoria poetica; poi – Aristotele e Platone docent – bellezza come “vero”, quindi forma ideale del bello, quella che Plotino collocava nella ‘res cogitans’, inesistente nel reale.

La I B scrive che “la bellezza è una zattera dove non esiste il razzismo. La bellezza è rispetto ed educazione. La bellezza rappresenta un giorno di lavoro, di riposo, di fatica. Apprezziamo questo dono che Dio ci ha fatto, perché non tutti ce l’hanno”. Le ‘risponde Tiziano Broggiato: “La bellezza è anche qui, ora, mentre alzi lo sguardo al cielo e all’improvviso lo scopri così sterminato e così bello come mai prima di adesso”. La II A cerca metafore nelle arti figurative: “La bellezza della vita è una tela bianca da dipingere/è un pennello di colori che sprizza gioia in un viso/la bellezza è il colore in più che colora il mondo”. Continua la mano poetica esperta di Calanna: “È meraviglia che smeriglia il giorno nuovo,/la bellezza è l’affresco silenzioso della parola./È l’incanto notturno di un bagliore estivo”. E promette cieli di speranza per l’Isola la III A: “Sono qui accanto alle onde del tuo mare,/ il sole mi acceca, il clima mi rallegra e tu, concentrato di cultura,/ti fai amare sempre più, Sicilia mia”. Li continua il poeta siciliano Angelo Scandurra: “Voglio accarezzarti il corpo/dov’è racchiuso il mondo/e darti il bacio d’un futuro”.

La Sicilia

Elisa Mandarà