Cronaca Pedalino 07/05/2014 22:24 Notizia letta: 3088 volte

Il Comitato contro le aste dice no alla vendita di casa di Pina e Paolo

Potranno riacquistare la casa
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Comiso -  Il “Comitato contro le aste giudiziarie” ieri mattina è intervenuto a Pedalino per salvare la casa di Paolo e Pina Iacono, venduta all'asta.

Già prima dell'arrivo dell'Ufficiale giudiziario sul posto erano presenti un centinaio di persone, aderenti o simpatizzanti dello stesso Comitato, pronti a manifestare vicinanza alla famiglia Iacono. L'ufficiale giudiziario è arrivato sul posto intorno alle 12.30. Con lui l'avvocato dell'acquirente. Il Comitato ha materialmente impedito ai due di entrare in casa e, dopo l'intervento di mediazione delle Forze dell'Ordine presenti, è stato trovato un accordo: il signor Paolo è uscito di casa, lasciando dentro moglie e figli, ed ha parlato con l'Ufficiale giudiziario e l'avvocato dell'acquirente.  Gli è stata data la possibilità di ricomprare la casa  pagando esattamente quanto da versato dal nuovo acquirente per aggiudicarsi l'asta, ovvero 30 mila euro.  I dettagli saranno stabiliti nel corso dei prossimi incontri fra le parti, ma già ieri mattina il nuovo proprietario si è dimostrato disponibile ad attendere fino ad ottobre, lasciando a casa la famiglia Iacono.

Paolo Iacono è un produttore agricolo e come molti suoi colleghi, va avanti fra mille difficoltà che, negli anni, lo hanno portato a contrarre un debito con la banca che non è riuscito a saldare anche a causa della grave crisi economica e della situazione del comparto agricolo.

“Quella di ieri è stata una vera e propria vittoria per il Comitato. Ci siamo opposti al passaggio dell'ufficiale giudiziario, ribadendo che questo è un metodo che va rivisto, rilanciando di fatto un messaggio chiaro ed inequivocabile di una moratoria delle procedure”. Mariano Ferro ha poi preannunciato che sarà programmata una manifestazione a Palermo, davanti la sede di un istituto bancario:“Andremo lì con due camion di pomodori ed ortaggi della nostra terra- ha detto- perché vogliamo far capire loro che noi vogliamo pagare, ma lo facciamo con ciò che abbiamo, ovvero pomodori, zucchine e peperoni”. Ferro ha quindi lanciato un invito alla mobilitazione, “anche perché- aggiunge- si rende necessario alzare il tiro, esportare la questione nelle sedi decisionali. Dobbiamo far puntare i riflettori, a livello nazionale, sulla problematica. Oggi abbiamo impedito che Paolo e Pina diventassero dei rifiuti sociali, è necessario che tutti gli altri 'Paolo e Pina' escano allo scoperto per dire che questo è un sistema che stritola e che non tiene conto del momento è delle persone”.

“La nostra battaglia continua- ha detto Angelo Giacchi, del Comitato-. Intendiamo impedire tutte le aste a qualsiasi costo finché il legislatore non si renderà conto che questa legge deve cambiare”. 

Nadia D'Amato
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