Attualità Vittoria 11/05/2014 22:18 Notizia letta: 3144 volte

Siracusa-Gela, una messe di reazioni

Intervento dell’on. Ragusa
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Vittoria - Il depurato regionale dell'Udc, Orazio Ragusa, scriverà al Presidente della Regione ed all'Ars per chiedere “quali azioni intenda intraprendere il Governo regionale in merito alla consegna dei lavori dei lotti 6/7/8 'Rosolini-Modica (autostrada Siracusa-Gela”. Obiettivo di Ragusa segnalare soprattutto “un continuo ritardo nella consegna dei lavori. E' solo il caso di ricordare- afferma- che non è possibile continuare a perdere ulteriore tempo dato che che l’opera deve essere completata e collaudata in tempi brevi, pena la perdita del finanziamento concesso dall’Unione europea. La Regione può intervenire direttamente per sollecitare in questo senso i vertici del Consorzio Autostradale”. Ragusa sottolinea poi che “la Siracusa-Gela, definita 'autostrada fantasma', non è stata ancora completata dopo 40 anni dalla sua progettazione. La provincia di Ragusa, fino ad oggi, non ha neanche un metro di autostrada. Non ci si può più accontentare di generiche rassicurazioni, il nostro territorio non può più aspettare e non può essere preso in giro”.

A tornare sulla questione erano state, nei giorni scorsi, le Cna territoriali di Ragusa, Vittoria e Comiso che avevano inviato una lettera aperta congiunta ai sindaci dei rispettivi comuni: “A metà maggio- si legge nella missiva- è previsto l’inizio dei lavori di tre lotti della Siracusa-Gela, quelli che vanno da Rosolini a Modica. Il cantiere dei primi 20 km d'autostrada che solcheranno il suolo della provincia di Ragusa dovrebbe chiudere, se tutto va bene, entro il 31 dicembre 2015. Certo, esprimiamo grande soddisfazione perché per la prima volta si realizza un’opera del genere nel nostro territorio provinciale, e vorremmo poter dire lo stesso, il prima possibile, anche per quanto riguarda il progetto di raddoppio della Ragusa-Catania. Ma per tornare alla Siracusa-Gela tutta la parte rimanente, e cioè il tratto che va da Ragusa ad Acate ed oltre, è ancora 'in progettazione', da quel che ci fa sapere l’Anas. Se si riguarda poi il ritaglio del quotidiano 'La Sicilia' datato 12 maggio 1968, dal titolo 'Già pronto il progetto di massima per l'autostrada. La Siracusa-Gela dovrebbe essere pronta nel 1973', viene da pensare: ma cosa stanno progettando?”

“Con questo modo di procedere- si legge ancora nel documento- la provincia di Ragusa, o quel che sarà, verrà tagliata in due: da un lato, un territorio ben collegato con Catania e le infrastrutture di quell'area (aeroporto, ferrovia, porti); dall'altro, infrastrutture potenzialmente molto funzionali all'economia del Sud Est (aeroporto di Comiso, mercato ortofrutticolo di Vittoria, costruendo autoporto di Vittoria, area industriale di Ragusa, porto di Marina di Ragusa) che continueranno ad essere  prive di un collegamento con Catania che possa definirsi al passo con i tempi. Per quanto tempo ancora l'economia di questo pezzo di territorio dovrà scontare questa schermatura? Le precondizioni per il rilancio dello sviluppo economico della nostra zona sono le infrastrutture e i loro collegamenti. Cari sindaci- continua la lettera aperta- se credete che l'aeroporto, l'autoporto, il porto di Marina da soli possano risollevare l'economia fate un errore madornale o se pensate che si possano impiantare attività o si possano rilanciare, alla luce della crisi, le imprese che già operano, mantenendo l'attuale isolamento, è francamente illogico sappiate che una comunità scopre il valore sociale di un'impresa quando questa lascia il territorio, ma è raro che si ponga il problema di come attrarla, con le infrastrutture per esempio. Come organizzazione che rappresenta le piccole e medie imprese di quest'area non possiamo accettare in silenzio questa segregazione. Le nostre infrastrutture produttive, con tutto l'indotto che creano (edilizia, impiantistica, commercio, autotrasporto, turismo, logistica), se non opportunamente collegate ad un asse stradale moderno ed efficiente, rischiano di rimanere delle strutture nane. All’abbandono e alla fragilità politica del nostro territorio bisogna contrapporre la volontà di rivendicazione ferma, ferrea, decisa di chi lo amministra. È necessario intervenire. Non ci rassegniamo a questa 'filosofia dell’emarginazione', lotteremo perché l’autostrada arrivi fino a noi. Desideriamo capire se voi sindaci sarete al nostro fianco”.

Nadia D'Amato