Lettere in redazione Modica 19/05/2014 23:44 Notizia letta: 13526 volte

Quando l’infermiere si sente dottore

Riceviamo e pubblichiamo
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Scicli - Vi è mai capitato di presentarvi al pronto soccorso, descrivere i sintomi all'infermiere affinchè possa mettervi in lista e sentirvi dire "non c'è bisogno della visita?!"

Beh a me sì, vi racconto come sono andati i fatti.
Giorno 10 maggio domenica, ci trovavamo ad Ispica per partecipare alla "giornata dei giovani". Trascorriamo mezza giornata tranquilla quando Erika (nome di fantasia) 16 anni, accusa un malore. La ragazza sviene e cade a terra sbattendo testa, collo e ginocchio. Immediati sono i soccorsi effettuati da un'associazione di volontariato, che vedendo la ragazza svenuta si apprestano a svegliarla. Erika si sveglia, ma accusa mal di testa, le fa male il collo ed il ginocchio, effettuano la misurazione della pressione e le mettono del ghiaccio sul ginocchio.I volontari decidono di portarla in ospedale, ma lei si oppone sostenendo di sentirsi bene. Essendo minorenne la decisione spetta alla sorella maggiore, che nel frattempo la raggiunta. I volontari spiegano la situazione alla ragazza facendo presente che nel caso Erika non volesse andare in ospedale, dovrebbe firmare un foglio dove si prende l'eventuale responsabilità di ciò che possa accadere in seguito alla ragazza. La sorella maggiore e gli amici cercano di convincere Erika ad andare al pronto soccorso, dove le verranno effettuate dei controlli con annesse radiografie e collare visto la situazione, ma niente si oppone ripetendo di stare bene. Dopo circa mezz'ora i volontari in pensiero per Erika, le propongono di andare alla guardia medica lì vicino in modo da tranquillizzare tutti.
Accetta, viene trasportata alla guardia medica più vicina e la sottopongono a dei controlli neurologici di routine. Il risultato ci fa dare un sospiro di sollievo, fortunatamente non ha riportato nessun danno neurologico. Il dottore però ci consiglia che nel caso la ragazza dovesse avvertire capogiri, nausea e mal di testa di recarci immediatamente al pronto soccorso.

Giorno 11 maggio domenica, Erika accusa dei dolori alla schiena e al collo, ma non dà importanza ai sintomi, li associa alla caduta del giorno prima.

Giorno 13 maggio martedì, Erika è a scuola, non riesce a reggersi in piedi ed accusa capogiri e nausea. Viene prelevata e portata al pronto soccorso dell'Ospedale Maggiore di Modica.
Entriamo, ci sono parecchie persone che stanno male, dò un'occhiata alla stanza per vedere se c'è qualcuno che può metterci in lista per la visita, ma niente non c'è nessuno. Dopo mezzora finalmente esce un'infermiere e si reca al proprio posto. Abbiamo circa 10 persone davanti ma la fila dura pochissimo (l'unica cosa che noto e che le persone che entrano per parlare con l'infermiere escono subito e vanno via).
Finalmente è il nostro turno, mi affretto a spiegare la situazione e a dare gli eventuali dati della ragazza, ma l'infermiere mi interrompe spiegandomi che non è niente di grave. Insisto e faccio presente che la ragazza non si regge in piedi e che secondo me avrebbe bisogno delle radiografie ed un eventuale collare (ci potrebbe essere un trauma cranico, una distorsione della cervicale), ma rimango allibita dalla risposta datami.
Riporto la seguente risposta:
"signorina non c'è bisogno ne di radiografie ne di collare, il collare non viene usato più, non possiamo immobilizzare il collo e fare dei raggi per una cazzata, è la stessa cosa di un braccio rotto".
Che dirvi, sono rimasta senza parole, un infermiere che si permette non solo di non iscriverci nella lista d'attesa, ma anche di sentirsi chissà chi esponendo le sue "teorie" personalmente fuori luogo (non ha competenze al riguardo).
Alla fine ci liquida prescrivendoci a parole di dormire senza cuscino e di prendere la tachipirina per il dolore.
Ora mi chiedo, indignata e delusa, non sono forse queste le "persone" che rovinano un sistema già di per se in bilico?
Vogliamo alzarci dalle sedie e far valere ciò che ci spetta o ci smuoviamo solo quando ci "scappa il morto"?
RIFLETTETE gente ed AGITE.
Spero che questa lettera di denuncia pubblicata, possa essere letta da persone che si occupano del controllo del servizio sanitario eliminando persone incompetenti come la persona in questione.
E voi cari lettori, se vi dovesse succedere un caso simile non andate via, ma chiamate un responsabile di reparto facendo valere i propri diritti.
Cordiali saluti.

 

Sciana Mansueto