Economia Ragusa 20/05/2014 15:10 Notizia letta: 2497 volte

Congresso Uila e Uimec a Ragusa: No al lavoro nero in agricoltura

Mercato di Vittoria, questo sconosciuto
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 Ragusa – UILA e UIMEC  a congresso, a Poggio del Sole Resort, alla presenza della segreteria confederale di Ragusa e del segretario nazionale di categoria, Stefano Mantegazza, e del segretario regionale, Gaetano Pensabene.

Maria Concetta Digregorio è stata riconfermata alla guida della UILA, unione italiana lavoratori dell'agroalimentare.

Andranno in segreteria con la Digregorio, Giovanni D'avola e Rosolino Bocchieri.

La Uila a Ragusa conta ben 5.000 iscritti

Celebrato oggi anche il congresso della UIMEC, Unione Italiana Mezzadri e Coltivatori diretti.

Il neo Presidente Giovanni Mantello, eletto dai delegati, dichiara nella sua relazione che è necessario "utilizzare tutti gli strumenti di legge per combattere la piaga del lavoro nero in agricoltura, partendo da un sistema di certificazione che, oltre alla qualità dei prodotti, garantisca anche la qualità e la regolarità del lavoro".

"Il 2013  ha visto confermato il numero  dei lavoratori agricoli iscritti negli elenchi  anagrafici a 26979 -dice Maria Concetta Digregorio-. 

L’Agricoltura rimane il settore più importante dell’economia ragusana, anche se il  70 % delle proprie aziende per rimanere e competere sul mercato ha bisogno di  innovazione e propensione a nuovi investimenti.

Nonostante la provincia di Ragusa faccia registrare il tasso di disoccupazione più basso di tutta la Sicilia (14,5%) grazie soprattutto al settore agricolo, e la sua economia sia ancora in buone condizioni, si trova a vivere una fase molto delicata.

Anche una agricoltura sviluppata e vitale, se inserita in un contesto non sviluppato, infatti presenta notevoli carenze e molti rischi.

E c’è da dire che le carenze non sono da ascrivere alla sola politica regionale e nazionale (programmazione – infrastrutture locali – viabilità - collegamenti), ma anche a quella locale.

Il mercato ortofrutticolo di Vittoria, il più grande del Centro Sud per quantità di merci trattate, continua ad essere un soggetto misterioso e nonostante negli ultimi anni sia stato oggetto di innovazioni  telematiche da tempo  invocate, commercializza solo prodotti di seconda scelta.

La provincia di Ragusa, senza adeguati correttivi, rischia di restare provincia agricola a vita, con l’inevitabile conseguenza di recessione continua.

C’è un grande ritardo che questa provincia, in un contesto che è proprio della Sicilia, deve recuperare: l’industria di trasformazione. La risoluzione di questo problema consentirebbe non soltanto un allargamento del sistema produttivo, ma anche un aumento della redditività in agricoltura.

Occorre elaborare un piano di settore capace di coniugare la presenza di servizi e di infrastrutture in grado di esaltare le produzioni in un rapporto di maggiore integrazione con l’industria alimentare, con la distribuzione e col mercato che riesca a qualificare anche la nostra area". 

Redazione