Attualità Scoglitti 21/05/2014 20:41 Notizia letta: 2871 volte

I pescatori preoccupati del cavo di alta tensione sottomarino con Malta

Paura di restare fulminati
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Vittoria - I pescatori di Scoglitti sempre più preoccupati per la presenza del cavo dell'alta tensione che collega Marina di Ragusa all'isola di Malta e che attraversa lo specchio di mare da loro navigato ogni giorno. “Abbiamo saputo- dichiara Nino Nicosia, appartenente alla marineria di Scoglitti- che in Spagna una situazione simile ha causato la morte di un gruppo di pescatori che, con la loro rete, si erano incastrati nel cavo dell'alta tensione. Non vogliamo aspettare che anche da noi succeda la stessa cosa. Ecco perché abbiamo già interessato le autorità marittime e faremo una petizione popolare fra tutte le categorie del compartimento marittimo, anche quella di Pozzallo. Se ciò non dovesse bastare siamo pronti a protestare”.

A fianco dei pescatori di Scoglitti anche quelli della marineria di Pozzallo che denunciano come il cavo sia stato interrato per soli 16 km, poi viaggia solo poggiato sui fondali. “Ci risulta ufficialmente- ha dichiarato il pescatore scoglittiese, Nino Nicosia, nel corso di un incontro organizzato nei locali della cooperativa San Francesco, alla presenza di Giovanni Moscato e Saverio La Grua, esponenti di Fratelli d’Italia, del presidente di quartiere di Scoglitti Salvatore Poidomani e di Gaetano Cannizzo, presidente della Cooperativa- che il lavoro non sia stato eseguito a regola d’arte. Il capitolato prevedeva proprio che il cavo fosse interrato per non impedire la navigazione ed il lavoro pescatori, ma così non è stato. Ci risulta, inoltre, che l'impresa ha lasciato il 'posto di lavoro', quindi per loro l'opera è stata completata. A questo punto pretendiamo la messa in sicurezza del cavo entro 30 giorni al massimo, altrimenti siamo pronti ad avanzare richiesta di risarcimento danni per la diminuzione degli orari di lavoro: siamo passati da 10 a 6 ore”. Nicosia, infatti, spiega che le due marinerie non hanno le coordinate relative alla posizione del caso e che “con tipologia di pesca effettuata dalle marinerie di Scoglitti e Pozzallo il rischio che le reti si incaglino nel cavo è molto alto. Per questo- ha detto- quando raggiungiamo la zona interessata siamo costretti a risalire le reti, allontanarci di 2-3 miglia e poi rigettarle, con uno spreco di gasolio e di ore lavorative”. 

Nadia D'Amato