Cultura Scicli 21/05/2014 13:28 Notizia letta: 3104 volte

La magia della notte dei musei a Scicli

Datemi un euro e solleverò il mondo
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 Scicli - Chissà perché, ogni volta che si tratta di Scicli, il report degli eventi culturali cerca naturalmente il registro epico, d’un epos mediterraneo e caldo, che occhieggia pure al favolistico. Sarà una sindrome stilistica, è vero, ma, se solo si vivessero i siti della Notte dei Musei, sarebbe comprensibile questo bisogno di collocare in un pianeta a parte la situazione sciclitana.

In rete con l’Europa, Scicli ha abbracciato con l’Italia la kermesse introdotta nel 2005, che sabato sera ha conosciuto l’apertura di oltre tremila musei, distribuiti in quaranta paesi. Al costo di un euro, come preannunciato dal Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, pure a Scicli è stato possibile accedere al giardino delle meraviglie.

Il percorso, arte e storia mixati in un’alchimia perfetta, comincia al Corso Garibaldi, dove affollatissime navette conducono alla salita verso l’eremo, direbbe un pittore che lavora con le suggestioni dell’antico, ossia al Convento della Croce. Un luogo carico di bellezza, salutata dal sindaco Franco Susino, da Rosalba Panvini, Soprintendente per i Beni Culturali ed Ambientali di Ragusa, da Vincenzo Giannone, preside dell’Istituto Superiore “Q. Cataudella”, che ha coinvolto gli studenti della scuola nell’animazione intelligente di questa apertura straordinaria del convento. Qui un tramonto d’una cromia iperbarocca, esagerato, proietta tasselli di tradizione, mischiando alto e basso, le nenie e i canti popolari declamati da giovani cantastorie, un percorso olfattivo tra le piante aromatiche, coi loro segreti toccasana dei semplici, una mostra fotografica che storicizza la veduta surreale di Chiafura, coi suoi antri bui, occhi che ci guardano frontalmente dalla terrazza del Convento, narrando una storia umana che li ha visti dimore in passati remoti e prossimi. I giovani ciceroni accompagnano con le parole le suggestioni dei luoghi, ma anche con la musica, con la band dell’Istituto, che, con la voce solita di Fabio Gentile ripercorre la via etica di Peppino Impastato, martellata col ritmo dei suoi “Cento passi”. E ancora con la letteratura, con un omaggio alla Lupa verghiana, con una versione dialettale del sommo poema dantesco, con una serie di passi scelti dall’Orestiade. E poi con le arti visive, nella illustrazione dei pannelli riproduttivi degli affreschi dell’Oratorio della Madonna di Sion, come nella proiezione di cortometraggi su tematiche sempre attuali, quali “Sport e integrazione” e “Violenza sulle donne”.

Un tema, quest’ultimo della parità mai completamente raggiunta di genere, che è stato centrale nel contributo che il Museo del Costume ha voluto apportare alla Notte di Scicli, stavolta stabilendo il palcoscenico sull’altrettanto scenografica via Mormino Penna. A S. Maria La Nova sono in mostra “Le Regalità di Dio”, alla Consolazione s’è gettato uno spot sul “Mestiere del Restauratore”, esercitato su Giuditta e Oloferne”. Alla cultura materiale siciliana ha invece guardato il fotografo Gianni Mania, che ha immortalato la verità assoluta del pane in amoroso connubio con l’olio, nella personale fotografica pensata nel ricco Museo della Cucina. Due porte avanti, il Museo della Cavalcata di San Giuseppe, dove due esperti veterani hanno offerto in un laboratorio la sapienza millenaria di gesti artigianali.

La Sicilia

Elisa Mandarà
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