Cronaca Comiso 22/05/2014 21:22 Notizia letta: 2903 volte

La Polizia individua ladri in zone rurali

Due pregiudicati
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Comiso -  Sono stati individuati dalla Polizia di Stato di Comiso, dopo alcuni giorni di indagini serrate,  due ladri pregiudicati  ritenuti gli autori di alcuni furti nelle abitazioni rurali.

Tutto è iniziato quando, qualche giorno fa, un comisano si è presentato al Commissariato di Comiso per denunciare il furto subito presso la sua  abitazione estiva, ancora in costruzione, in Contrada Margitello. L'uomo ha raccontato agli agenti che qualcuno, dopo aver divelto il catenaccio del cancello in ferro, era entrato nella sua proprietà ed ha aveva rubato una lavello in pietra di Comiso antica (la cosiddetta “pilozza”), un collo di pozzo antico in pietra e danneggiato un contenitore antico, anche questo in pietra, in gergo chiamato scifo. 

Dopo questo episodio l'uomo aveva sistemato nella proprietà alcuni “offendicula” ( oggetti che permettono la difesa privata di immobili)  affinché se i ladri fossero ritornati avrebbero avuto problemi con gli pneumatici delle auto. Alcuni giorni dopo, in effetti, l'uomo ha notato che qualcuno aveva nuovamente rotto il lucchetto. Nel mirino dei ladri  un’altra “pilozza” antica in pietra, un altro collo di pozzo, due “scifetti” piccoli antichi rotondi, due rettangolari, uno quadrato ed una bacheca votiva stile antica, in pietra, con su scolpita la data 1836. L'uomo ha quindi deciso di chiamare la Polizia per far constatare quanto accaduto. Gli agenti di Polizia hanno iniziato a raccogliere informazioni nella zona ed hanno appurato che un furgone bianco, un Ford Transit, con tre uomini a bordo, aveva fatto manovra all’interno di un terreno privato. Un testimone ha riferito che il mezzo aveva  i  due  pneumatici  anteriori a terra, perché forati. L'uomo ha raccontato, inoltre, che il furgone era stato poi abbandonato nelle vicinanze. A quel punto i poliziotti si sono fatti indicare dove il testimone avesse visto il furgone, trovandolo vuoto. Il mezzo è stato sequestrato. Gli investigatori del Commissariato, ricostruendo l’accaduto, hanno accertato che, dopo il furto ed il danneggiamento del furgone, al quale era state tolte le targhe nel maldestro tentativo di non far addivenire alla proprietà dello stesso, i ladri, sino a quel momento ignoti, avevano provveduto a trasferire gli oggetti rubati dal Transit ad un  motocarro per poi nasconderli da qualche parte.

Dagli accertamenti risultava che il mezzo era stato assicurato da C.G., ragusano di 38 anni,  pregiudicato, ed era in uso ad un altro pregiudicato vittoriese, ma residente a Ragusa, imparentato con C.G. Si tratta di C.M., vittoriese di 27 anni, già noto alle forze dell’ordine sin da quando era minore. Gli accertamenti effettuati anche sui tabulati dei numeri di telefono dei pregiudicati hanno permesso di accertare che entrambi si trovavano nella zona in cui erano stati commessi i furti sia prima che subito dopo il furto.

Alcuni giorni dopo i ladri hanno tentato di rubare altri oggetti antichi, ma questa volta erano stati colti sul fatto dal proprietario che ha chiamato il 113. Pochi minuti ed il personale del Commissariato di Comiso ha raggiunto il posto, mettendosi alla ricerca dei fuggitivi. Purtroppo, però, il proprietario si era fatto notare dai ladri e questi ultimi erano fuggiti a bordo di un'Audi 80. Braccati, erano scappati a piedi per le campagne. L’auto è stata poi trovata  aperta e con la chiave di accensione posata all’interno di un vano porta oggetti del cruscotto. Ancora una volta i dati relativi alla vettura erano riconducibili ad un parente dei due ragusani denunciati che, per mascherare i fatti, aveva effettuato anche una denuncia di furto dell’auto.

La vittima ha poi presentato la denuncia relativa agli ultimi episodi ed ha riferito anche che, dopo che la Polizia aveva rimosso l’Audi 80 dei presunti malviventi affidandola al carro attrezzi ed era andata via, gli è arrivata una telefonata al cellulare. Sul display, invece, del numero, la scritta “Sconosciuto”. Alla sua risposta, un anonimo interlocutore dall'altra parte del telefono gli ha detto, testualmente: “Sbirru, Merda”. Anche in questo caso sono fatti degli accertamenti che hanno permesso di individuare l'autore della telefonata: C.M. Sia C.M. Che C.G. Sono stati quindi denunciati all'Autorità Giudiziaria per furto e tentato furto. C.M. È stato anche denunciato per ingiurie e minacce. 

Nadia D'Amato
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