Cultura Scicli 27/05/2014 20:42 Notizia letta: 2286 volte

I tre paliotti restaurati a Scicli

Convegno con la Sovrintendente
http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/27-05-2014/1401216135-i-tre-paliotti-restaurati-a-scicli.jpg&size=1082x500c0

Scicli -  Tre i paliotti restaurati in tre anni dal Fai di Scicli nella chiesa di San Giovanni Evangelista. Un fatto eccezionale, che ha rappresentato l’occasione per la Sovrintendente Rosalba Panvini di prendere atto di tanta sensibilità e la restauratrice Gaetana Ascenzo di spiegare le tecniche ricostruttive del pannello decorativo dell’altare.

In questi anni la professoressa Rosalba Bellassai Vindigni e il professore Salvatore Emmolo, del fai di Scicli, hanno concentrato i loro sforzi nel recupero di tali testimonianze d’arte sacra.

“Spiega la Capo Delegazione di Scicli, Rosalba Vindigni Bellassai, noi della Delegazione del Fondo Ambiente Italiano abbiamo puntato i nostri riflettori sui Paliotti della Chiesa di San Giovanni Evangelista, considerati Beni minori ma che nella realtà, tali non sono, perché i loro contenuti culturali locali risvegliano attorno ad essi importante consenso emotivo e culturale.

Abbiamo avviato così, una campagna di raccolta fondi durante le nostre attività annuali, tentando un’opera di sensibilizzazione presso aziende ed Enti locali e presso gli stessi cittadini per provvedere ai più urgenti restauri”.

Un Paliotto in particolare ha la peculiarità di essere dipinto su cuoio occupando uno spazio di circa un metro per due raffigurante soggetti sacri, e contornato da motivi floreali.

Cronologicamente esso è databile intorno alla metà del Settecento e si presentava in condizioni ammalorate dovute a un cattivo stato di conservazione.

L’intervento di restauro eseguito dalla restauratrice Gaetana Ascenzo ha riportato il bene al suo originario splendore

Il Fai ha voluto trasmettere a tutti un messaggio di partecipazione diretta perché tutti possano essere attori e non spettatori e che tutti in collaborazione con il FAI fanno qualcosa di concreto e di duraturo per i beni culturali della città, e per l’arte religiosa considerata, a torto, minore.

                                      

Redazione