Lettere in redazione Scicli 27/05/2014 22:08 Notizia letta: 4004 volte

Un tuffo nel passato, tra reali e nobiltà

A palazzo Busacca
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Scicli - 19 Aprile, ore 18 - Come da copione,  cammino con due miei amici per i vicoli del paese e incrocio lo sguardo smarrito della gente che esce da un grande portone di un palazzo del centro storico. Una strana figura attira subito la mia attenzione. Era un signore di mezz’età. Calzamaglia bianca, pantaloni e giacca entrambi scuri impreziositi da ornamenti dorati,  un alto colletto bianco e un cappello nero con le piume, un calice di rosso in mano e un sorriso smagliante.  Ci avviciniamo e gentilmente ci invita a entrare.

Tutto si blocca

Rimango stupito dall’armonia che si presenta davanti ai miei occhi. Credo di vivere un sogno. Un sogno reale. Salgo le scale e l’atmosfera cambia. Sento intonare melodie classiche: un giovane è seduto al pianoforte,  altri chiacchierano in un salotto di stampo barocco e le dame danzano trascinandosi lo strascico dei loro abiti d’époque. Una dama si avvicina e mi sussurra all’orecchio la vita del benefattore del paese, poi ci spostiamo in un salone con grandi scaffali pieni di manuali impolverati. Un manichino in lontananza, un candelabro acceso e un libro aperto su una vecchia scrivania: era il libro delle pulzelle che chiedevano la grazia. La spiegazione continua e ci spostiamo in una stanza molto più piccola. Mi avvicino alla finestra e catturo l’immagine di piazza Busacca come fossi una macchina fotografica. Mi giro e mi ammiro un manichino con un abito nero -che mi ricorda molto l’Arabia- lungo fino ai piedi. Era un’imitazione dell’antico saio indossato dalle signore siciliane durante la dominazione araba. Mi fermo a immaginare un poco, dopo attraverso un lungo corridoio con le opere di Giosca, mi soffermo ancora  a  contemplarne qualcuna, poi mi offrono un rinfresco. Faccio veloce,  preferisco tornare indietro e fare una foto con una dama dall’abito barocco. I miei amici mi aspettano. Scendiamo le scale come i nobili e lanciamo sorrisi ai turisti che stavano per entrare ma il sogno svanisce. È come se avessi aperto gli occhi. Di fronte ci sono auto parcheggiate, ragazze che camminano guardando il cellulare, un bambino che sputa una chewing gum e un ragazzo che getta a terra il mozzicone della sua Marlboro light dal finestrino dell’auto.

La mostra “Reali e Nobiltà” ,organizzata da Medinart, ha istruito il popolo sciclitano e non solo circa la biografia di Pietro di Lorenzo Busacca, ha fatto rivivere le emozioni attraverso gli abiti e ha dato la possibilità di visitare uno dei palazzi più belli del centro storico. 

Guglielmo Pisana
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