Attualità Modica 28/05/2014 16:56 Notizia letta: 2954 volte

Scoperte archeologiche a Calicantone. Un capanno con scheletri e vasi

A Cava Ispica
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Modica - Interessante scoperta archeologica nel sito di Calicantone a Cava Ispica (a tre chilometri dall’ingresso su un pianoro sul fondo Valle) ad opera del gruppo di archeologici della soprintendenza di Ragusa, Annamaria Sammito, e dell’Università di Catania, prof. Pietro Militello, archeologo e docente di scienze umanistiche, grazie ai fondi messi a disposizione dell’ateneo catanese e dal comune di Modica.

Nel corso di una conferenza stampa, tenutasi stamani nella sala “G.Spadaro” di Palazzo San Domenico, presenti il sindaco, Ignazio Abbate, la soprintendente di Ragusa, Rosalba Panvini, l’assessore alla Cultura, Orazio Di Giacomo, i due archeologi, dr.ssa Annamaria Sammito e il prof. Pietro Militello e l’assessore al centro storico, arch. Giorgio Belluardo, è stato illustrato, con slide e con i reperti, un primo bilancio dell’indagine.

Nel sito di Calicantone è stata rinvenuta un’area, con molta probabilità sede di un capanno (siamo tra il 1400/1500 a.c. nell’età del bronzo) dove sono stati rinvenuti sette scheletri, sessantanove vasi di cui dodici con un’altezza di un metro e mezzo e sette fruttiere. La postura degli scheletri e l’ambiente ricostruito farebbero pensare ad un morte per evento tellurico; ma non è lontana l’ipotesi ( avanzata dal prof. Pietro Militello e dalla sovrintendente, Panvini), di una morte violenta (uno scheletro teneva sulla mano sinistra un vaso schiacciato sulla testa) dovuta ad una serie di colluttazioni con persone provenienti dall’esterno. L’ambiente registra la presenza di ventisette piccoli vasi che secondo una prima ricostruzione servivano per gli ospiti, quindi si tratterebbe, secondo le ipotesi fatte dal prof. Pietro Militello, di una capanna comunitaria.

“La scoperta va giudicata interessante, spiega Annamaria Sammito, perché saremo nelle condizioni di indagare sui modelli di vita dell’età del bronzo, dove esistevano villaggi grandi e quindi grandi comunità. C’è tutto un mondo da decifrare e da scoprire. Saremo più precisi quando sarà effettuata la prova del radio carbonio 14 sia sugli scheletri che sui reperti per capire di più e meglio”.

Le indagini continueranno con altri scavi perché vale la pena, come ha sostenuto il Sindaco, Abbate, indagare nella zona del Castello. “Noi sosterremo questa campagna di scavi, siamo al 20% di quanto scoperto, e sarà utile continuare nelle indagini perché questo ci svelerà le nostre identità oltre che il nostro passato.  Sono certo che il lavoro in sinergia con la soprintendenza di Ragusa non potrà che fornire risultati interessanti”.

Sull’importanza della scoperta si è soffermata, infine, la sovrintendete, Panvini la quale ha dichiarato la sua soddisfazione per i risultati intanto conseguiti in un ottica di stretta collaborazione con il Comune.

“Quanto rinvenuto è interessante perché intanto registro la volontà di continuare negli scavi con gli studenti che si stanno appassionando e ci collaborano in modo pieno apprendendo fondamentali nozioni di archeologia. Annuncio che nuove indagini saranno effettuate a Pernamazzoni dove insiste un villaggio rupestre e dove potrebbero emergere cose assai interessanti. Ringrazio, infine, l’Università di Catania e il Comune per il sostegno finanziario che stanno dando alle ricerche.”

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Redazione
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