Cronaca Giarratana 30/05/2014 20:34 Notizia letta: 7648 volte

I ladri di rame rumeni a Giarratana

Scoperti dalla Polizia di Comiso
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Giarratana - Gli uomini della Polizia di Stato del Commissariato di Comiso hanno sventato, nella notte fra mercoledì e giovedì, l’ennesimo furto in territorio di Giarratana ai confini della provincia ragusana.

Tutto è iniziato mercoledì sera quando gli agenti hanno individuato un'auto che, da alcune verifiche, è risultata già utilizzata dai ladri  (di etnia rumena) per recarsi sui posti e commettere i reati. La vettura, una Golf di colore blue, è stata vista alle ore 19.30 mentre, con a bordo un soggetto già noto agli agenti, si allontanava dal Comune di Comiso. L’auto veniva quindi seguita a distanza dagli agenti di Polizia sin dalle dieci della sera.  Nel frattempo venivano predisposti altri servizi  con altri agenti di Polizia intervenuti al fine di bloccare l’eventuale azione delittuosa. In effetti l’auto, appena fuori Comiso, raggiungeva un' altra macchina con altri uomini a bordo e tutti insieme si recavano in territorio di Giarratana.

Una volta lì scendevano in contrada Donnamarina e, facendo attenzione che non vi fosse nessuno nei paraggi, dopo aver controllato la zona e atteso pazientemente alcune ore, approntavano il necessario per commettere un furto di cavi di rame della rete di distribuzione dell’Enel. Dopo aver preparato alcune scale in legno che dovevano servire per raggiungere i cavi da tranciare, il gruppo si apprestava ad iniziare il taglio. A quel punto, al fine di prevenire la commissione del reato ed evitare che la zona interessata potesse subire il distacco dell’energia elettrica, gli agenti operanti intervenivano facendosi notare.

I ladri, quattro uomini, si davano alla fuga raggiungendo le auto che avevano portato sul posto, lasciando le scale ed alcuni attrezzi utilizzati per effettuar il taglio delle campate di rame. Nel frattempo gli altri agenti allertati erano giunti sul posto con altre auto e la Volante in servizio cinturando la zona. Uno di questi, il più anziano che nel frattempo era salito sulla Golf, tentava di allontanarsi per primo dal posto, ma qualche centinaio di metri dopo, correndo sull’asfalto reso viscido dalla pioggia, si andava a schiantare su un muro di recinzione della strada. Raggiunto dal secondo mezzo, una Renault Espace, è salito su questo secondo mezzo e tutti i quattro hanno continuato la fuga.  La fuga durava però ben poco in quanto il mezzo giungeva ad un bivio dove era stato predisposto il blocco della strada da parte della Polizia. Non contenti, avevano provato ad  abbozzare un ennesimo tentativo di fuga a piedi, ma non veniva dato loro neppure il tempo di scendere dal mezzo.  Sull’auto un paio di guanti isolanti ed una cesoia, notoriamente utilizzati per il distacco dei fili, ed una corda, solitamente utilizzata dai ladri per legare le matasse di cavi una volta tagliate dai pali.

Gli arrestati, tutti romeni, sono stati condotti in Commissariato ed identificati in: Marius Florin Trandafir, romeno di 25 anni, domiciliato a Chiaramonte Gulfi, con precedenti di Polizia per furto aggravato ed attualmente sottoposto all'obbligo di dimora; Nistor Feldrihan, 25 anni, 25 anni,  in Italia senza fissa dimora, di fatto domiciliato  con Trandafir, con precedenti di Polizia  per possesso di  arnesi atto allo scasso; Ovidiu Sandor, 25 anni, in Italia senza fissa dimora; Florinel Dobrica, romeno di 39 anni, residente a Grammichele, con precedenti di polizia per furto ricettazione ed arnesi atto allo scasso.Tutti sono accusati di tentato furto pluriaggravato aggravato in concorso.

L’alto prezzo del rame causa un sempre maggiore interesse per il riciclaggio di questo metallo. In effetti il rame è molto adatto ad essere riciclato per almeno due motivi: ha una struttura chimico-fisica che lo rende capace di sopportare numerosi cicli di lavorazione senza che perda le su capacità meccaniche; ha alti costi di estrazione e bassissimi costi di riciclaggio, contrariamente a quello che avviene con altre sostanze come il vetro. Queste caratteristiche hanno indotto un manipolo di criminali a perpetrare innumerevoli furti del prezioso materiale, tanto da indurre nella popolazione una sempre maggiore preoccupazione e di conseguenza una condivisione del fenomeno con la Polizia di Stato considerato che il furto di cavi di rame destinato alla distribuzione dell’energia elettrica rischia di paralizzare anche per mesi intere zone. Il normale ripristino della distribuzione, infatti, comporta notevoli costi per il gestore, ma soprattutto lunghe attese e gravi disagi per la cittadinanza. Molte, infatti, le aziende zootecniche e agricole che pur di poter continuare a lavorare sono costrette ad affidarsi a dispendiosi generatori alternativi di corrente elettrica che permettono di sopperire alla mancanza di energia.  

Con i quattro arresti di ieri è salito il numero delle operazioni di Polizia di Stato effettuate nella repressione di questo genere di reati. Agli innumerevoli casi di rumeni denunciati per furto e ricettazione di rame si possono, infatti, aggiungere i 12 arresti effettuati dalla Polizia di Stato del Commissariato di Comiso dall’inizio delle attività di contrasto al dilagante fenomeno dei furti di cavi di rame destinati alla fornitura di beni e servizi alla popolazione. 

Nadia D'Amato
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