Cronaca Giarratana 02/06/2014 16:13 Notizia letta: 11926 volte

Il suicidio omicidio di Salvatore Cultrera

Era in avanzato stato di decomposizione
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Giarratana - Impiccato, con una corda al collo, in un anfratto nei pressi della chiesa Madre di Guarratana, in avanzato stato decomposizione. E’ stato trovato così il corpo di Salvatore Cultrera, il 22enne di Giarratana scomparso dallo scorso 23 maggio. E’ stato un passante, intorno alle 12,30 di ieri, a fare la macabra scoperta e a dare l’allarme alle forze dell’ordine che sono intervenute in massa. In pochi minuti sono arrivati sul posto i carabinieri della locale stazione ed i vigili urbani del comune montano, oltre agli investigatori della squadra Mobile di Ragusa e dei carabinieri della compagnia di Ragusa. Sul posto anche la polizia Scientifica.

Dall’abbigliamento è stato subito chiaro che si trattava del Cultrera, tuttavia è stata necessaria una sorta di riconoscimento cadaverico che è stata effettuata dal fratello del padre del povero 22enne, e che è avvenuta a metà pomeriggio, mentre alla famiglia è stata data tutta l’assistenza che in questi casi si rende necessaria. A 360 gradi le indagini degli inquirenti. Polizia e carabinieri, coordinati dalla Procura di Ragusa, dovranno prima di tutto cercare di capire se la morte di Salvatore Cultrera risalga al giorno della scomparsa o se in effetti il 22enne abbia fatto effettivamente perdere le tracce per qualche giorno. In questo senso sarà determinante il responso dell’autopsia che sarà effettuata nella giornata di domani, così come disposto dal sostituto procuratore della repubblica Gaetano Scollo.

Ma l’esame autoptico dovrà chiarire anche un altro, e per certi versi ben più importante aspetto: ovvero se quello che apparentemente sembra un classico suicidio possa invece essere qualcos’altro. In questo senso Carabinieri e Polizia, come accennato, non tralasciano alcuna pista. Le prime indagini dovranno proprio cercare di escludere la possibilità che qualcuno, dopo avere ucciso Salvatore, gli abbia legato la corda al collo e possa avere  inscenato il suicidio del 22enne per cercare di sviare l’attività delle forze dell’ordine.

Nei pressi del luogo del ritrovamento del cadavere di Salvatore Cultrera, per tutta la giornata di ieri, una folla di curiosi, anche tantissimi amici dello sfortunato 22enne. Prezioso, in questo senso, è stato il ruolo dei vigili urbani di Giarratana che sono stati di supporto a Polizia e Carabinieri nel non fare avvicinare le tantissime persone.

Il 23 maggio Salvatore ha salutato i familiari prima di uscire da casa alle 21 per andare con gli amici in centro a Giarratana, appuntamento al quale non si è mai presentato. Le indagini hanno accertato, infatti, che allo stesso tempo aveva fissato un appuntamento con un'altra persona a Ragusa negli stessi orari. Il giovane prima di uscire da casa sarebbe stato particolarmente agitato, diverso dal solito ma nessuno ha capito il perché, neanche gli amici ad eccezione di un debito confessato a pochi. La preoccupazione di amici e familiari è nata la mattina del sabato quando è scattato l’allarme da parte della madre che ha iniziato le ricerche per Giarratana insieme ad alcuni amici fino ad arrivare a presentare denuncia alla stazione dei carabinieri giorno 26.

 

 

Gli amici: "No si sarebbe mai ucciso"

 

 

“Nessun suicidio, Salvatore non avrebbe mai compiuto un gesto del genere”. E’ unanime il commento degli amici del 22enne di Giarratana, che ieri è stato trovato con una corda al collo nei pressi della chiesa Madre del comune Montano dopo giorni di ricerche. Nessuno, insomma, sembra credere al suicidio di Salvatore, così come è stato ribadito per tutta la giornata di ieri agli investigatori della squadra Mobile di Ragusa e della compagnia carabinieri del capoluogo, che hanno nuovamente ascoltato le persone più vicine al falegname. Parallelamente all’escussione di tutti i possibili testimoni, le forze dell’ordine hanno avviato tutta una serie di perquisizioni, sia nell’abitazione del Cultrera, che nel luogo di lavoro, ma anche nelle abitazioni delle persone a lui più vicine, per cercare eventuali indizi utili allo svolgimento delle indagini. Uno di questi potrebbe essere la corda alla quale Salvatore è stato trovato appeso. La presenza della stessa corda in uno dei luoghi frequentati dal 22enne, per esempio, potrebbe indurre gli inquirenti a pensare ad un suicidio.

In tutto sono state ascoltate una quindicina di persone, sia durante le ricerche, sia nella stessa giornata di ieri, che è stata particolarmente convulsa. Niente che a “occhio nudo” faccia pensare a qualcos’altro che un suicidio, ad ogni modo, sarebbe stato notato dagli investigatori né dalla prima ispezione cadaverica che è stata effettuata dal medico legale. Si attende adesso il responso più importante di tutti, rappresentato dall’esito dell’autopsia. Gli inquirenti stanno scavando a fondo nella vita del giovane falegname, soprattutto nei giorni immediatamente antecedenti alla scomparsa. Pare, infatti, che Salvatore, proprio in quei giorni non sia andato a lavorare, adducendo al datore di lavoro un malessere, ma comunicando ai familiari che, come ogni giorno, uscendo da casa, si stava recando a lavoro.

Qualunque sia la causa della morte del 22enne, si tratta comunque dell’epilogo che tutti avevano voluto scongiurare fino all’ultimo, quello al quale nessuno aveva voluto mai pensare. Lo sforzo per le ricerche è stato immane ed ha coinvolto sia polizia e carabinieri ma anche tantissimi volontari. Anche un elicottero dell’Arma, nei giorni scorsi, ha sorvolato la provincia iblea.

 

 

 

Michele Farinaccio
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