Attualità Ragusa

Teatro Concordia, i dubbi di Sonia

Un’interrogazione della Migliore

Ragusa - Il consigliere comunale, Sonia Migliore, ha presentato un'interrogazione all'Amministrazione affinché il sindaco Piccitto dia una risposta chiara, immediata e definitiva sul destino del Teatro della Concordia. 

“Bisogna sapere, adesso, quali sono le reali intenzioni di questa Giunta sul futuro di questo palazzo storico”, dichiara la Migliore, che prosegue, “la situazione è chiara a tutti, la volontà dei Cinque stelle ha interrotto un iter iniziato più di 17 anni fa e giunto quasi a conclusione, una scelta che ha determinato un danno culturale, per la città, ed erariale e sicuramente penale per l'Amministrazione. Se non fosse stata presa questa decisione scellerata, oggi l'appalto del Concordia sarebbe una realtà”.

“Più di una volta ho denunciato lo stato fatiscente di quell'immobile, più di una volta ho sottolineato la pericolosità di quello stabile, che non doveva essere abbandonato, ma restaurato e recuperato, ma tutto è stato vano ed oggi le mie paure si sono avverate – denuncia la Migliore –, intorno alle 14, infatti, si è reso necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco e della Polizia Municipale, che sono dovuto intervenire, allertati chissà da chi, per scongiurare il peggio. Alla fine dell'intervento è stato emesso un verbale a carico del proprietario ossia contro il Comune di Ragusa. Siamo all'assurdo, al paradosso, il Comune multa se stesso, una sanzione amministrativa certo, che potrebbe pure avere delle conseguenze penali”.


“L'insulsa scelta di cancellare il progetto che avrebbe ridato nuova vita al Teatro della Concordia, non solo ha impedito ai ragusani di avere un teatro, relegandoli in quella saletta condominiale, che è l'ex Cinema Ideal, ma sta determinando un danno erariale per il Comune non indifferente: abbiamo perso un milione e mezzo di euro di finanziamenti ed in ogni caso dovremo pagare i progettisti, se non vogliamo affrontare un lungo e dispendiosissimo contenzioso. Quell'edificio non può essere neanche demolito, perché vincolato alle norme tecniche del Piano particolareggiato, quindi la scelta è obbligata, bisogna mettere in sicurezza quell'immobile pericolante e pericolosissimo. Qui si sta mettendo a rischio la salute pubblica per un disegno, una volontà, squisitamente politica priva di coerenza, illogica ed assurda”. 

“Il sindaco e l'assessore Dimartino devono dire alla città, immediatamente, cosa voglio fare. Non possono continuare – conclude la Migliore – a sfuggire alle loro responsabilità politiche, civili e penali”.

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