Cronaca Giarratana 05/06/2014 12:55 Notizia letta: 9403 volte

Autopsia: Cultrera è morto la stessa sera in cui è scomparso

Due ragusani e un giarratanese indagati
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Giarratana - E’ stata ultimata nel primo pomeriggio di ieri la prima parte dell’autopsia sul cadavere di Salvatore Cultrera, il 22enne di Giarratana trovato impiccato domenica scorsa, dopo giorni di ricerche. Ad effettuare l’esame autoptico è stato il medico legale Francesco Coco, che è stato nominato dal sostituto procuratore della repubblica Gaetano Scollo a cui è stato assegnato il fascicolo.

Il professionista di Siracusa ha anche prelevato tutta una serie di campioni istologici che sono stati inviati all’ospedale Garibaldi di Catania per successive analisi. Gli stessi reperti saranno esaminati anche dal dottor Guido Romano, tossicologo forense che è stato nominato dalla procura. L’unico elemento (tutt’altro che di secondaria importanza) che in questo momento sembrerebbe essere confermato è il fatto che Salvatore Cultrera sarebbe morto la sera della scomparsa e dunque lo stesso venerdì 23 maggio. Un aspetto che dice molto ma non tutto su una vicenda che presenta invece ancora diversi punti oscuri. Le indagini della squadra mobile di Ragusa e dei carabinieri della locale compagnia vogliono cercare di fare luce proprio sulle varie incongruenze. Qualcuno, secondo l’accusa non avrebbe detto la verità. Tre gli indagati: due di Ragusa, imparentati tra loro, che sono difesi dall’avvocato Giovanni Mangione, e uno di Giarratana, che viene difeso d’ufficio dall’avvocato Alessandro Agnello, e prima dall’avvocato Sergio Arezzo, assegnato sempre d’ufficio dal pubblico ministero. I capi d’accusa sono quelli di rapimento, sequestro di persona, istigazione al suicidio ed estorsione.

A queste tre persone se ne potrebbero unire presto delle altre per il reato di favoreggiamento, per avere riferito dichiarazioni mendaci agli inquirenti, dichiarazioni che avrebbero rallentato il lavoro delle ricerche, nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa di Salvatore.  

Ad accorgersi del cadavere, domenica mattina, è stato un giarratanese che stava giocando in un piccolo parco con la figlioletta ed era intento a raccogliere alcune nespole quando ha sentito un forte odore provenire da un anfratto. Affacciatosi dalla ringhiera ha avuto l’amara sorpresa.

Michele Farinaccio
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